Gino Lisa assist per Leo Di Gioia: “Potrei candidarmi a sindaco di Foggia”

L’assessore regionale al Bilancio si carica sulle spalle la vicenda dell’aeroporto e assicura la riapertura del bando. A l’Altra Campana: “Potrei candidarmi, questa vicenda mi fa oggi ritenere possibile ciò che prima escludevo”

Leo Di Gioia

Due giorni di tempo lavorativi per provare a riaprire il bando per i lavori sul Gino Lisa. E’ quanto ha chiesto l’assessore regionale Leonardo Di Gioia a conclusione di una animatissima seduta di consiglio comunale dedicata allo stop impresso da Regione ed Adp allo scalo aeroportuale. Una manifestazione di intenti e di impegno da parte di Di Gioia che apre, implicitamente, alla possibilità che ci siano le condizioni affinché la notifica a Bruxelles della Regione venga ritirata.

O, come richiesto dal sindaco Mongelli, che il bando venga riaperto con precisa clausola di salvaguardia che vincoli l’esecuzione dei lavori alla disponibilità effettiva dei fondi FAS. Di Gioia fa di più e garantisce “la copertura economica con risorse del bilancio autonomo regionale qualora un’eventuale infrazione UE decurti il budget destinato a Foggia”.

Insomma, un’esposizione non da poco per l’assessore, se è vero che il provvedimento, come “giurato” sino a qualche minuto prima, “è prassi richiesta da precisi dettati normativi”; un’illusione troppo grande per un territorio giunto in massa a Palazzo di Città per gridare “all’ennesimo schiaffo subito dalla Capitanata da parte di Bari matrigna, perché  sono troppe le perplessità che insistono in questa storia”.

Ed è proprio qui, nel tentativo di frenare i livori riemersi contro il “vendolismo” e di garantire che no, nessuna volontà politica osteggia lo sviluppo del Nord della Puglia, nessun tentativo di “rubare” i 14 milioni di euro di FAS destinati a Foggia per dirottarli altrove, che Di Gioia cede, alimentandole evidentemente quelle convinzioni, a prescindere dalla loro fondatezza.

Perché è proprio in una eventuale revoca della notifica da parte della Regione Puglia o una riapertura “controllata” del bando (ma come, non esistono “precisi dettami normativi comunitari”?) che il partito del “Bari pigliatutto” potrebbero trovare assist ideale per irrobustirsi e sventolare con più convinzione la domanda delle domande: cosa si cela dietro lo stop al Gino Lisa?

“Non voglio credere ad una precisa regia politica, non è mio costume fare dietrologia. Certo è che la Regione non aveva alcun obbligo, a mio avviso, di notificare alcunché all’UE” insiste il sindaco Mongelli, che sa che sul Gino Lisa si gioca con la città una partita politico/elettorale molto grande. Ed è proprio questo evidentemente che ha fiutato Di Gioia quando ha optato per lo “slancio” inatteso: la possibilità di avere “l’asso nella manica” per svincolarsi da qualche “legame di troppo” e tentare la scalata a Palazzo di Città.

Lo dice chiaramente a L’Altra Campana, su Teleblu, su precisa domanda: si candiderà alla prossime amministrative? “Ci sto pensando – risponde Di Gioia - proprio questa vicenda mi fa oggi ritenere possibile ciò che prima escludevo, per evitare di consegnare a “troppi” la paternità di una battaglia “che è di tutti, e non tutti contro tutti”.

Se la partita su Bari gli riuscirà lo si capirà a breve. Così come si capirà a breve se la sua apertura ad una candidatura a Foggia è una mera provocazione o piuttosto nella faccenda Gino Lisa il titolare del bilancio ha trovato assist ideale per rompere “endorsement ingombranti” (riconosciuti quelli a favore del sindaco uscente, Gianni Mongelli) e scendere in campo. 

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