Elezioni UniFg, Piemontese verso la scadenza del mandato: “Fiero di quanto realizzato”

Felice Piemontese racconta i suoi due anni trascorsi in Senato Accademico e spera “che l'ipotetica impronta rappresentativa degli studenti che si sta delineando in queste ore cambi”

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di FoggiaToday

Dopo alcuni giorni di silenzio, soprattutto con la vicinanza delle persone più care, ho colto il consiglio di chi mi ha convinto che non esistono uomini per tutte le stagioni, ribadendo a me stesso che la rappresentanza vada vista in funzione dell’università e non l’università in funzione della rappresentanza.  Credo, in questi 21 mesi di costruttiva esperienza in Senato Accademico, di aver contribuito, anche nonostante i miei limiti che più di una volta ho riconosciuto, a migliorare il nostro Ateneo. Impegno che comunque porterò a termine fino alla scadenza del mandato, il prossimo mese di giugno, quando tireremo le somme delle cose fatte, delle presenze, dei dati tangibili.

Vado fiero di quanto ho proposto e realizzato, spesso senza l’aiuto di nessuno, con una responsabilità ed un sacrificio di cui non mi sono mai pentito, scevro da qualsiasi ritorno personale come purtroppo molte malelingue hanno creduto. Sono stato scelto da 425 studenti del Dipartimento di Giurisprudenza e spero di aver ripagato la fiducia che hanno riposto in me credendo che potessero essere veramente gli uomini a fare le istituzioni e non viceversa: che la dialettica delle idee e dei valori potesse essere più forte della dialettica sulle persone. 

Mentre mi accingo a lasciare il mio ruolo, nella speranza che chi venga dopo farà tanto e meglio di me nell'interesse esclusivo e disinteressato della nostra Università, spero che l'ipotetica impronta rappresentativa degli studenti che si sta delineando in queste ore cambi: il clima politico tipicamente associato alle poltrone, legato solamente ad una mera sistemazione degli interessi personali, svilisce e danneggia il profilo del nostro Ateneo, compromettendo l’autorevolezza dei ruoli di rappresentanza e dell’istituzione.

Personalmente, auspico una nuova, autenticamente giovane e rosea pagina per la storia della nostra Università, sperando che i valori della democrazia, della libertà, del rispetto della persona e della correttezza reciproca, restino i pilastri fondamentali del nostro impegno, del lavoro quotidiano e della nostra sperata crescita collettiva.

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