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Foggia sogna il trionfo all'Ariston con Gaudiano. Il fratello Emilio: "Quando ti ho visto scendere le scale ho visto papà"

Il 5 marzo la finale di Sanremo Giovani. Luca Gaudiano, il 30enne di Polvere da Sparo di Foggia se la dovrà vedere con Davide Shorty, Wrongonyou e Folcast. Il post del fratello Emilio

Domani, 5 marzo 2021, per Gaudiano ma anche per Foggia, potrebbe rivelarsi una data storica: la vittoria del Festival di Sanremo giovani, la prima volta di un artista nato a Foggia.

Nel 1986, a sfiorare di pochissimo il trionfo tra i big, fu nientepopodimeno Renzo Arbore con il suo 'Il Clarinetto'. Si classificò secondo nell'edizione del 1986 dietro ad Eros Ramazzotti, vincitore con Adesso tu. Non sarebbe mai stato smentito il retroscena secondo il quale fu l'artista del capoluogo dauno a rinunciare al primo posto.

Nel 1970 vinsero il molleggiato nato a Milano ma di origini foggiane, Adriano Celentano e Claudia Mori con il brano 'Chi non lavora non fa l'amore'.

L'anno successivo la spuntò 'Il cuore è uno zingaro' di Nada e del cantante di Zapponeta Nicola Di Bari, che nel 1971 bissò la vittoria con 'I giorni dell'arcobaleno'. Non era ancora 'foggiano d'adozione' Fausto Leali quando insieme ad Anna Oxa si aggiudicò il Festival del 1989 con 'Ti lascerò'.

In finale, per le nuove proposte, il 30enne di Polvere da Sparo se la dovrà vedere con Davide Shorty, Wrongonyou e Folcast. 

Il brano Polvere da Sparo

"E' un brano travolgente, dedicato alla perdita del padre, capace di descrivere tutte quello che rimane quando, attraversato il dolore, accettiamo la perdita di una persona amata. 'Polvere da sparo' è una canzone di testimonianza: attraverso parole urgenti, Gaudiano articola la rabbia, il rifiuto, la solitudine di fronte al lutto e una costellazione di ricordi straordinariamente vivi, capaci di custodire il senso più profondo di un rapporto tra padre e figlio. Sono i pensieri di Gaudiano, ma anche di tutti quelli che direttamente o indirettamente hanno conosciuto il dolore dell’assenza. Un brano nel quale riconoscersi, da pronunciare per esorcizzare la sofferenza, da ballare per esprimere attraverso il corpo tutto quello che brucia dentro, da cantare per far spazio a una nuova nascita.

Il commento di Gaudiano

"È la canzone che non avrei mai voluto scrivere, ma è anche il brano che mi ha permesso di parlare di questi temi, oggi, a Sanremo. È nata di getto, mentre uscivo da un periodo difficilissimo, al centro del quale c’era solamente l’assenza di mio padre. Io e lui avevamo un rapporto speciale. I momenti insieme sono diventati immagini, le immagini si son fatte spazio e io ho deciso di custodirle, per parlare di lui, di noi, del dolore e della mia rinascita. Questo è “Polvere da sparo”.  

Luca Gaudiano a Foggiatoday: l'intervista

Il post del fratello Emilio

Questa la testimonianza del fratello Emilio: "Ieri dopo la tua ultima telefonata, nella quale mi hai detto: “mi hanno microfonato e sto per uscire” , ti ho iniziato a pensare. Non ho pensato al fatto che stavi per aprire il Festival di Sanremo che sarà ricordato nella storia. Non ho pensato che stavi per esibirti con 12 milioni di persone davanti ai televisori. Non ho pensato alla tua bravura e all’orgoglio immane di vederti lì.

No. Ho pensato a tutte le immagini che ho in mente di te nei tre anni di malattia di Papà. Tu che solo con la tua forza riuscivi a sollevarlo, lui che solo da te voleva essere sollevato. Tu che a Milano lo accompagnavi con la carrozzina per fare radioterapia da casa al Besta, lui che solo da te voleva essere accompagnato. 

E poi ho pensato a lui, a lui che ha affrontato tutto con dolcezza, serenità e amore per la vita fino all’ultimo secondo. A lui che non piangeva mai, tranne quando la mattina mi mettevo vicino sul letto e gli facevo ascoltare le tue canzoni. Ovviamente ho iniziato a piangere io.

Quando ti ho visto scendere le scale non ho visto solo te. Ho visto Papà, ho visto la nostra famiglia, ho visto tutte le persone che hanno sofferto e che stanno soffrendo per chi non c’è più, ho visto la nostra città che era tutta lì con te. L’hai riempito l’Ariston ieri"

Chi è Luca Gaudiano

Luca Gaudiano nasce a Foggia il 3 dicembre del 1991, da madre docente di lettere e papà ingegnere. Ed è proprio suo padre ad iniziarlo alla musica, regalandogli una chitarra per il suo quindicesimo compleanno. Dopo il diploma, si trasferisce a Roma per approfondire gli studi musicali. Vive alcune soddisfacenti esperienze nell’ambito del teatro musicale e decide di concentrarsi sulla sua musica. Negli ultimi tre anni ha accompagnato verso la fine terrena suo padre, che ha lottato senza rancore e con estrema dolcezza contro un tumore al cervello. Si definisce “un reduce di guerra salvato dalla musica”. L’esperienza traumatica lo induce a trasferirsi a Milano, dove trova ispirazione per la produzione dei suoi brani, che registrerà insieme al producer Francesco Cataldo, grazie all’incontro con Adom Srl e Leave Music. Il 25 settembre 2020 debutta con un 45giri digitale. “Le cose inutili” (Leave Music), con all’interno un lato A, “Le cose inutili”, singolo di punta dell’esordio scritto durante lockdown, e un lato B, “Acqua per occhi rossi”. Si presenta a Sanremo Giovani con “Polvere da sparo”.

Altri dettagli

Con “Polvere da sparo”, il cantautore pugliese si è aggiudicato un posto tra le Nuove Proposte, distinguendosi tra le oltre 900 canzoni pervenute alla Rai per questa edizione, superando le audizioni e conquistando pubblico e giuria nelle serate di Amasanremo.

 In collaborazione con Friends&Partners, ha da poco annunciato i suoi primi appuntamenti dal vivo: il 21 novembre ai Magazzini Generali di Milano e il 25 novembre al Largo Venue di Roma.

 Sul palco del Teatro Ariston, a Sanremo, Gaudiano vestirà PiaLauriCapri, alta sartoria da uomo, una collaborazione nata grazie alla designer&stylist Giovanna Silvestri che ha curato il suo outfit. Calzature di Faggioli Atelier e gioielli artigianali argento cesellati a mano di Claudio Calestani. Per il Daytime indosserà Diesel e scarpe di Giuseppe Zanotti.

Styling per le foto di Claudia Pajewski e ulteriori outfit daytime: Camilla Carè. In collaborazione con Gibot, Roma.

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