La ‘Còtta Còtta’, la zuppa di trippa bovino dal profumo inconfondibile

Dalla ricetta di Filomena detta “a Còtta Còtt”. Il 20 agosto la sagra a Troia

La Cotta Cotta

La zuppa di trippa bovina, detta Còtta Còtta, è una pietanza locale di antichissime origini. Le testimonianze più recenti risalgono agli anni ’30 del secolo scorso quando la signora Filomena detta “a Còtta Còtt” acquistava la trippa bovina a poco prezzo e la cucinava in casa facendola bollire in abbondante acqua per circa due ore, aggiungendovi poi sedano, carote, cipolla e pomodoro.

La zuppa dal profumo inconfondibile, avvertito anche a grande distanza, veniva tenuta in caldo in un grosso calderone su di una fornacella a carboni posto all’ingresso del cortile in cui abitava, al tempo detto Curtigl i Capp’ll’r (attuale Cortile Ettore De Pazzis). Era qui che la donna vendeva la Còtta Còtta, attirando i passanti con la frase “mén mén che è còtta còtt” ed invitandoli ad acquistare nu cuppin  d còtta còtt p mèzza ligr e duij cuppin  p na ligr (un mestolo per mezza lira e due mestoli per una lira) che serviva ijnd a nu caccavèll (in una ciotola) portato da casa.

La vendita aumentava durante il periodo estivo e particolarmente in occasione della Fiera di San Lorenzo, il 10 agosto, quando il paese si popolava di mietitori e venditori di bestiame. Approfittando dell’occasione Filomena allestiva, all’interno del cortile di casa sua, una lunga tavolata per consentire ai suoi clienti di consumare comodamente la “Còtta Còtta”.  

Fu sua figlia Maria Lucia, conosciuta meglio come Marietta “a Còtta Còtt” a continuare l’attività materna fino a quando negli anni ’60, emigrò a Milano. Nel 1990 la Pro Loco, per non perdere questa importante tradizione culinaria, riprese l’antica ricetta e ne fece la “Sagra della Còtta Còtta” giunta quest’anno alla sua XXVI edizione e trasformata di recente nella sagra “…non solo Cotta Cotta” per l’aggiunta di altri piatti tipici della tradizione locale.

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