Sul Gargano sta cambiando la mentalità di chi fa turismo: "Facciamo affari, non politica né campanilismo"

Parla Bruno Zangardi di 'Gargano ok'. Il cambio di prospettiva, il turismo che fa rete, più posto letto, nuovi itinerari e destagionalizzazione

Bruno Zangarfi con un gruppo di tour operator

Da 35 a 60 consorziati in un anno, con una crescita che sfiora il 100%: il Gargano fa squadra, lo fa con il Consorzio degli Operatori Turistici 'Gargano ok':  “Cosa sta cambiando in questo territorio? Tutto. Stiamo imparando davvero che l’unione fa la forza. E lo stiamo imparando grazie ai risultati ottenuti”, ha commentato Bruno Zangardi, presidente del sodalizio, a conclusione dell’ultima riunione dell’Assemblea dei Soci durante la quale sono state ratificate le prime nuove adesioni; nella prossima e ultima riunione dell’anno, entro la fine di dicembre, ne saranno ufficializzate altre ancora, fino a portare il conto a 60 imprese del territorio.

Già, i risultati: nel 2019, Gargano Ok arriverà a spegnere le sue prime 10 candeline. Dentro, ci sono aziende ricettive, imprese di servizi (solo una per ogni diversa tipologia) e produttori enogastronomici d’eccellenza di 16 diverse località: Monte Sant’Angelo, Rodi Garganico, Peschici, San Giovanni Rotondo, Vico del Gargano, Vieste, Isole Tremiti, Manfredonia, San Nicandro Garganico, Apricena, Foggia, San Marco in Lamis, Ischitella, Poggio Imperiale, Bovino (Monti Dauni) e Termoli (Molise).

IL CAMBIO DI PROSPETTIVA: DALL’ENTROTERRA VERSO IL MARE. “Facciamo affari, non politica né campanilismo”, ha spiegato Zangardi. “Al primo punto del nostro statuto c’è un principio inderogabile: si parte dalla promozione del territorio, non dal singolo interesse della singola impresa. Si promuovono il Gargano e la provincia di Foggia, non i singoli paesi. Si fa rete, perché questo significa amplificare la propria voce, risparmiare sulle forniture e i costi di gestione, scambiarsi servizi, mappare e cogliere le opportunità, offrire letteralmente mari e monti, accoglienza e qualità, una e più esperienze del territorio a 360 gradi sul binario natura-cultura e sapori”, ha aggiunto Zangardi. “Stiamo capovolgendo la prospettiva: prima si pensava che solo dal mare si potessero portare turisti verso l’entroterra. Non è così, perché il vantaggio è biunivoco: entroterra e mare sono un tutt’uno; la Grotta di San Michele e le grotte marine sono differenti, ma ugualmente meravigliose e capaci di essere un attrattore ancora più potente se integrate in una o più offerte turistiche integrate”.

“10MILA POSTI LETTO”. Insieme, le strutture ricettive del consorzio gestiscono oltre 10mila posti letto. Grazie alle aziende di servizio in esso presenti, il Consorzio è pressoché autonomo per quanto riguarda i trasporti, i mezzi e la logistica per le escursioni, l’ideazione e la produzione di materiali per la promozione e il marketing, la creazione e vendita di pacchetti turistici su misura, l’approvvigionamento a km zero delle eccellenze enogastronomiche, l’organizzazione di educational e tour indirizzati a buyer, tour operator internazionali, giornalisti.

NUOVI ITINERARI, DESTAGIONALIZZAZIONE. “La destagionalizzazione la facciamo davvero, non è soltanto una bella parola”, ha spiegato Zangardi. “Stiamo alimentando una domanda crescente, quella di chi viaggia tutto l’anno e vuole non la solo la spiaggia o la montagna, ma un’esperienza coinvolgente, un’immersione vera nell’identità di un territorio. Per fare un esempio: crescono gli arrivi e i pernottamenti di chi fa base a Monte Sant’Angelo o a San Giovanni Rotondo per poi muoversi verso le altre località interne e costiere del Gargano. Da soli non siamo nessuno, insieme siamo una forza, ma la nostra forza è il territorio, tutta la provincia, con un ruolo crescente di Foggia e dell’entroterra non solo garganico, ma anche dei Monti Dauni”.

“STA CAMBIANDO LA MENTALITA’”. “E’ in atto un vero e proprio cambiamento culturale. Il propellente di questo cambiamento sono soprattutto i giovani, i figli degli operatori turistici che sono stati fuori, hanno studiato e conosciuto il mondo. Stanno migliorando la qualità e la internazionalizzazione della loro offerta. Sta migliorando la qualità dell’accoglienza, la varietà e il livello innovativo dei servizi, si sta innalzando il livello medio dell’offerta turistica più in generale, nelle strutture, nei ristoranti, nei servizi di guida e nella promozione del territorio. Tutto questo è fondamentale, al pari di ampliare i nostri orizzonti fortemente direzionati verso la promozione dell’entroterra, perché la concorrenza dall’estero si sta rafforzando. Se siamo riusciti a evitare il tracollo registrato nel Salento, è proprio perché questi cambiamenti sono in atto già da tempo e vanno rafforzati, incrementati e incoraggiati ulteriormente”, ha concluso Zangardi.

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