L'economia della Capitanata passa per le ZES, "ma l'Alto Tavoliere ne è escluso. Bisogna rimediare in fretta"

La denuncia di Tommaso Pasqua, del PD: "San Severo è la cerniera tra il Molise e la Puglia. E’ urgente recuperare l’evidente gap di programmazione. I 261 ettari ancora da allocare rappresentano un’opportunità che non può essere persa"

Tommaso Pasqua

"Archiviate le consultazioni amministrative, è ora giunto il tempo di rilanciare sulle politiche di sviluppo economico dell’Alto Tavoliere, forti della vittoria del centro sinistra nel più importante dei suoi comuni: San Severo".

Va dritto al punto, il coordinatore del PD, a San Severo, Tommaso Pasqua, che concentra la sua attenzione "sull'approvazione, da parte del Governo regionale, della proposta di Piano strategico per l’istituzione della ZES Adriatica Interregionale". ZES è l’acronimo di Zona Economica Speciale: si tratta, in buona sostanza, di aree del territorio pugliese e molisano (ecco perché assume la qualifica di “interregionale”) collegate a una o più aree portuali per le quali sono previste specifiche misure (benefici fiscali, incentivi, semplificazioni amministrative) per favorire nuovi insediamenti produttivi.

"Seguendo un approccio multipolare - spiega - il piano individua centri definiti, appunto, “poli” all’interno del quali sono circoscritte aree ben definite dove le misure di incentivazione saranno applicate. La nostra regione ne ha identificati sei: Foggia, Manfredonia, Barletta, Bari, Brindisi e Lecce. Le aree individuate per il polo di Foggia sono: il porto di Manfredonia, l’aeroporto di Foggia, la zona industriale di Cerignola, l’area ASI di Manfredonia-Monte Sant’Angelo e quella di Foggia Incoronata, l’area PIP di Manfredonia, nonché l’ area industriale di Ascoli Satriano e Candela".

"Il polo molisano che, invece, per un criterio geografico interessa le dinamiche di sviluppo economico dell’Alto Tavoliere è quello di Termoli-Larino. Approvato il piano strategico, manca ora il via libera dei ministeri competenti per il varo definitivo di questa grande opportunità di sviluppo. Per comprendere a fondo l’importanza di questa iniziativa, basti considerare che le misure di incentivi per nuovi insediamenti produttivi consistono in semplificazioni amministrative, credito d’imposta sugli investimenti, esenzione IRAP, esonero quota comunale IMU per i proprietari degli immobili ricadenti nelle aree ZES, esonero TASI (sempre per la quota destinata ai Comuni) per i possessori e detentori di immobili nelle medesime aree, esclusione di addizionali comunali TASI, esenzione dalle spese istruttorie connesse alla realizzazione degli interventi in tali aree".

Continua quindi Pasqua: "E’ interessante notare come la proposta di piano sottolinea che le ZES non sono zone franche 'in cui rilassare prescrizioni, obblighi, controlli e rendere possibili investimenti ad alto impatto ambientale che altrove non sarebbero possibili, ma anzi un laboratorio in cui promuovere e sperimentare nuovi modelli di produzione, basati sul paradigma dell’economia cicolare e sui principi della riduzione dell’utilizzo delle risorse naturali, del riciclo e del riutilizzo di scarti e sottoprodotti'. Per le aree del polo di Foggia, il progetto di piano individua circa 442,73 ettari di superficie utile per l’insediamento di nuove iniziative industriali a fronte di un totale regionale pari a 2.628,49 ettari mentre restano ancora da assegnare 261,10 ettari oltre a quelli che residueranno in seguito alla puntuale definizione delle superfici fondiarie delle aree selezionate".

"Nella partita delle ZES, l’Alto Tavoliere è completamente escluso: è significativo notare che la carta geografica che individua la collocazione delle aree del polo di Foggia non include né San Severo né Apricena, importate polo dell’export legato al ben noto bacino estrattivo. I due centri non possono essere esclusi da questo importante strumento di programmazione dello sviluppo economico regionale per due ordini di ragioni: il primo legato ad un tema prettamente sociale. Mi riferisco al fatto che l’industrializzazione di un territorio consente la creazione di lavoro e il lavoro restituisce dignità ai cittadini e, al tempo stesso, incentiva e consolida le politiche di legalità di cui il nostro territorio ha tanto bisogno".

"La seconda ragione è di carattere squisitamente economico: l’Alto Tavoliere è cerniera tra il Molise e la Puglia. San Severo, con la sua vocazione commerciale e agroindustriale con la vicina Torremaggiore, e Apricena, con la sua vocazione industriale legata al settore estrattivo assieme alla vicina Poggio Imperiale, possono sprigionare potenzialità ora affievolite dalla crisi economica se lo strumento della ZES trovasse applicazione anche in questi due importanti e strategici centri dell’Alto Tavoliere. La circumsanseverina, prossima al suo completamento nel tratto che va dallo svincolo autostradale di San Severo sino alla SS n. 89 e poi SS 16, e la piattaforma logistica, progettata da Ferrovie del Gargano nell’area industriale di Apricena e connessa alla rete ferroviaria che congiunge il Gargano a Foggia, possono rappresentare le direttrici per garantire uno sviluppo industriale solido e duraturo di una ZES dell’Alto Tavoliere. E’, dunque, urgente recuperare l’evidente gap di programmazione. I 261 ettari ancora da allocare rappresentano un’opportunità che non può essere persa affinché il nostro territorio possa restituire lavoro e dignità alla sua gente".

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