Manfredonia Vetro, Riccardi: "Nessun concordato senza salvaguardare il lavoro"

Il sindaco Riccardi chiede ad Elena Rossi, giudice delegato per il concordato preventivo, di rinviare l’adunanza dei creditori prevista per il 4 novembre prossimo

Sangalli Vetro

Carta e penna alla mano, il sindaco di Manfredonia, Angelo Riccardi, chiede il “rinvio dell’adunanza dei creditori del 4 novembre prossimo” in relazione al concordato preventivo della Sangalli Vetro Manfredonia.

Il primo cittadino si rivolge al giudice delegato Elena Rossi e, per opportuna conoscenza, ai commissari giudiziali Stefano Ambrosini e Luigi Di Fant, al presidente regionale pugliese Michele Emiliano ed ai referenti del Ministero dello Sviluppo Economico, facendo notare come dalla relazione dei commissari giudiziali è previsto “nella sola ipotesi di dismissione unitaria del compendio produttivo il soddisfo dei creditori chirografari in misura del 3%”.

Mentre, “nel caso di dismissione atomistica” vi sarebbe “assenza di risorse per i creditori chirografari a causa dell’emersione, in questo caso, di passività connesse allo smaltimento dei rifiuti, quantificate dall’esperto in € 1.814.562,88, con il venir meno in questo caso della causa concreta del concordato”. Il sindaco Riccardi ritiene “opinabile l’emersione degli oneri di bonifica solo nel caso di dismissione atomistica degli impianti” e che “la proposta concordataria, così come formulata, non prende in considerazione opzioni finalizzate alla continuità aziendale e alla salvaguardia dei livelli occupazionali”.

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Sono queste le ragioni per le quali, rivolgendosi alla dottoressa Elena Rossi, giudice delegato del concordato preventivo, chiede formalmente che possa essere disposto “un congruo rinvio dell’adunanza dei creditori, al fine di consentire a tutte le parti coinvolte nella nota vicenda un’adeguata valutazione dell’incidenza degli oneri di bonifica, nonché l’attivazione di possibili soluzioni dirette a salvaguardare una pluralità di interessi, tra cui quelli dei creditori, dei lavoratori, nonché quello generale alla salvaguardia dell’unità produttiva”.

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