Cessione Don Uva, aperte le buste: ci sono le offerte di Telesforo e dei fratelli Sannella

I fratelli concorrono per l’acquisizione di tutta la struttura della Casa Divina Provvidenza, il duo Telesforo-D’Alba per la struttura di via Lucera. Di Fonso perplesso sulla SWS

L'ospedale Don Uva di via Lucera 110

Nell’ambito della procedura di cessione del complesso aziendale di proprietà della Congregazione Ancelle della Divina Provvidenza in Amministrazione Straordinaria, si sono svolte ieri, presso gli uffici della Prefettura BAT, le operazioni di apertura dei plichi pervenuti e contenenti le offerte vincolanti formulate dalle società che hanno manifestato interesse all’acquisto.

Attività che si è svolta dinnanzi al commissario straordinario avv. Bartolomeo Cozzoli, al notaio dott. Pietro Acquaviva, agli advisor legali e finanziari e ai rappresentanti delle società che hanno, entro i termini assegnati (31.01.2016), trasmesso le Offerte Vincolanti: si tratta di Salute srl, SWS Welfare Socio Sanitario srl, Sereni Orizzonti spa, CTR Centro Terapeutico Riabilitativo srl

CTR concorre per la struttura di Potenza, Sereni Orizzonti per Bisceglie ed Universo Salute di Telesforo-D’Alba per il Don Uva di Foggia, mentre la SWS dei Sannella per l’acquisizione delle tre strutture. L’esame della conformità della documentazione rispetto alle previsioni del Disciplinare di gara ed alla valutazione di merito delle offerte pervenute, potrebbe concludersi entro trenta giorni.

Queste le perplessità di Massimiliano Di Fonso: “Cosa al quanto strano e che ci lascia fortemente perplessi è che la società SWS è composta da quattro società quali Calliope, Effepi, Daunia Work e Satel tutte società Srl, tutte costituite a ridosso dell’offerta per l’acquisizione. Cosa che ci lascia sbigottiti e che SWS e le società proprietarie, non hanno mai avuto a che fare con il mondo della sanità, con i servizi alla persona e con le attività riabilitative ed ospedaliere”.

Prosegue il sindacalista dell’Usppi: “Non vorremmo ritrovarci domani dipendenti di una società formata da altre società che operano nel settore dei pannelli fotovoltaici, ristrutturazione immobili, rifacimento e riparazione di opere stradali, collaudi di impianti e servizi geologici, sarebbe veramente scandaloso finire nelle mani di chi non ha assolutissimamente esperienza nel settore della sanità e della cura ed assistenza ai pazienti, o ritrovarsi domani nelle mani di ulteriori aziende appartenenti al mondo della sanità di cui non si conoscono le credenziali. Un incesto societario fortemente preoccupante dove non vediamo la continuità delle Opere del Fondatore Pasquale Uva, ma certamente un Ibrido societario predisposto all’interesse economico.

Di Fonso conclude: “Per questo siamo fiduciosi nell’ottimo lavoro che svolgerà il commissario Cozzoli nel verificare bene quale società potrà dare continuità lavorativa e proseguimento dei servizi sanitari e di buona salute che il Don Uva svolge in puglia ed in capitanata, dove risulta essere il Fiore all’occhiello nella riabilitazione e nei servizi alla persona. Per questo le società acquirenti dovranno garantire gli attuali posti di lavoro.

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