"Subito la CUN del grano a Foggia", il senatore De Bonis scrive a Mattarella: "Il Granaio d'Italia rischia di scomparire"

Il senatore e presidente di GranoSalus scrive al presidente della Repubblica per sollecitare un suo intervento. L'ultimo annuncio risale al 12 maggio scorso da parte del Ministro Di Maio, in visita a Foggia

“Ho inviato una lettera al Presidente Mattarella per portare alla sua attenzione la grave situazione dei coltivatori cerealicoli dei comuni del Mezzogiorno” . E’ quanto afferma il senatore Saverio De Bonis, membro della commissione agricoltura e presidente di GranoSalus.

La provincia di Foggia è nota per essere il granaio d’Italia, ma rischia di scomparire insieme ad altre aree vocate a causa del divario fra i costi di produzione e prezzi di vendita opachi -prosegue De Bonis -. Le Commissioni uniche nazionali Cun sono state introdotte dalla legge 2 Luglio 2015, n.91 al fine di garantire trasparenza nella formazione dei prezzi. Ma questa trasparenza sul mercato del grano duro viene negata dalle industrie di trasformazione. Il Ministro Di Maio ha annunciato l’avvio sperimentale della Cun a Foggia, ma la commissione dopo 4 anni non si è ancora insediata. Chiediamo al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella un suo interessamento diretto affinché chi di dovere realizzi l’avvio immediato della Cun del grano a Foggia, al fine di scongiurare la scomparsa di un comparto il cui prodotto finale, la pasta, viene esportato in tutto il mondo e rappresenta un eccellenza del made in Italy” conclude De Bonis.

Di seguito il testo della lettera, scritta di concerto con l’avv. Antonietta Russo, rappresentante dell’Associazione “Masserie Santagatesi” di Sant’Agata di Puglia. E’ da qui che parte il testo. “Il Comune di Sant’Agata di Puglia, con circa 1900 abitanti, è a prevalente vocazione agricola, nello specifico cerealicola, e molti dei residenti vivono nelle contrade rurali al fine di tutelare le proprie aziende da furti di trattori e attrezzature e da atti vandalici.

Non solo nel Comune di Sant’Agata di Puglia ma in tutti i Comuni limitrofi (Accadia, Candela, Rocchetta Sant’Antonio, Lavello Lacedonia, Anzano di Puglia, Monteleone di Puglia, Panni, Deliceto, Montaguto, Scampitella e Bovino) si vive di agricoltura che, purtroppo, versa in condizioni molto precarie a causa degli elevati costi di produzione, dell’immane fatica che comporta tale attività e dell’esiguo guadagno.

La provincia di Foggia, la Capitanata, è nota per essere il granaio d’Italia che, però, rischia di scomparire perché i costi di produzione superano di gran lunga le entrate. Si pensi che un chilo di grano viene venduto a circa 0.20 centesimi di euro, mentre un chilo di pane ne costa tre. E’ di tutta evidenza, quindi, che gli agricoltori, non riuscendo ad andare avanti, abbandonano i loro terreni, desertificando vaste aree della provincia foggiana e di molte altre province. I giovani vanno a cercare fortuna altrove e tali paesi si spopolano sempre più.

Le Commissioni uniche nazionali (CUN) sono state introdotte dall’articolo 6-bis del decreto legge 5 maggio 2015, n. 51, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 luglio 2015 n.91, al fine di consentire ai produttori di collocare il proprio prodotto ad un prezzo congruo e di garantire la trasparenza nelle relazioni contrattuali tra gli operatori di mercato e nella formazione dei prezzi.

La costituzione di una CUN a Foggia per il prezzo del grano duro è in discussione dal luglio 2016 e fa parte del piano del Ministro pro tempore Maurizio Martina per il rilancio del grano italiano, il quale, tra l’altro, in un tavolo ministeriale, ebbe modo di affermare che dai dati Ismea sull’andamento distorsivo dei prezzi del grano duro, non c’era nessuna correlazione tra mercato internazionale e nazionale, con ciò lasciano ipotizzare la  presenza in Italia di un’alterazione della concorrenza e manipolazione del mercato. Inoltre, gli ostacoli che sovente frappongono alcune organizzazioni di categoria fanno sì che rimangano in vita i desueti meccanismi di fissazione dei prezzi delle borse merci (Foggia, Altamura, Bari, Bologna).

Il Ministro Luigi Di Maio, in indirizzo, il 12 maggio u.s. si è recato a Foggia annunciando l’avvio sperimentale della Cun, ma, ci permettiamo di dire, dimenticando che la Commissione è ben collaudata da una legge e da un decreto attuativo che non prevedono alcuna sperimentazione.

L’esigenza, non più procrastinabile, di stabilire nel capoluogo della Capitanata la Commissione è data dal fatto che i prezzi del grano duro, sia all’ingrosso che all’origine, continuano a non essere remunerativi e ciò procura grave nocumento alla parte più debole del mercato, cioè agli agricoltori e ai consumatori. L’istituzione della CUN a Foggia porrebbe fine alle speculazioni al ribasso del prezzo del grano senza pregiudicare ulteriormente la granicoltura del Sud Italia.

Come il Ministro Centinaio sa, a tal proposito ho presentato un’interrogazione parlamentare ed un disegno di legge (AS 1147) per consentire più agevolmente l’istituzione in caso di diniego da parte della componente industriale. Al Question Time relativo alla mia interrogazione, il Ministro ha ribadito l’impegno del Ministero ad evitare speculazioni, frodi e volatilità dei prezzi. Lo invitiamo, allora, ad istituire la CUN a Foggia, come la legge prevede, applicando il comma 4 dell’articolo 6-bis su citato: “4. Le commissioni uniche nazionali hanno sede presso una o più borse merci, individuate secondo criteri che tengano conto della rilevanza economica della specifica filiera, e operano con il supporto della società di gestione “Borsa merci telematica italiana Scpa”, di cui all’articolo 8 del regolamento di cui al decreto del Ministro delle politiche agricole e forestali 6 aprile 2006, n.174, e successive modificazioni”.

Infine, per dovizia di informazioni, l’Associazione GranoSalus (fondata da produttori di grano duro e che persegue diversi obiettivi, tra questi il controllo su pasta e semole per verificarne gli standard di qualità, a partire dalla materia prima, quale il grano) ha intrapreso giudizi presso il Consiglio di Stato e il Tar Puglia, e, quest’ultimo, ha accolto il ricorso dell’Associazione contro la Camera di Commercio di Foggia che aveva negato il diritto di accedere agli atti del procedimento di formazione dei listini prezzi di grano duro e sfarinati pubblicati sul sito dell’ente camerale. Con una sentenza ricca di precisazioni, il giudice amministrativo ha riconosciuto il ruolo di GranoSalus come riferimento a tutela degli operatori del settore cerealicolo. Da circa tre mesi si è in attesa del pronunciamento del Tar Puglia in ordine all’annullamento dei listini della borsa merci di Foggia”.

Conclude la lettera: “Nel ringraziarvi per la cortese attenzione prestata e nell’auspicio di transitare velocemente verso l’istituzione della Cun a Foggia per il bene degli agricoltori e dei consumatori”.

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