Quale futuro per i lavoratori di Cup, Ced e del Contact Center? I sindacati all’Asl: “Servono risposte concrete”

Fim, Fiom e Uilm sulla posizione dei lavoratori della Gpi che operano nel servizio Cup e Ced e degli addetti del Contact Center: “L’azienda si faccia seriamente carico della loro condizione lavorativa”

“Non è più possibile rinviare ulteriormente il riconoscimento professionale e contrattuale per i lavoratori della GPI SPA che operano nel servizio CUP e CED della Asl di Foggia. Dal 2013, questi lavoratori non sono inquadrati correttamente rispetto alle attività che svolgono così come previsto dal CCNL Metalmeccanici”. E’ quanto affermano i segretari generali territoriali di Fim Cisl, Fiom Cgil, Uilm Uil, Filomena Campodipietro, Ciro Di Gioia, Marcellino Miroballo, che sollecitano l’azienda e l’ASL foggiana a “farsi seriamente carico della condizione lavorativa di queste persone”.

Dall’ultimo incontro con l’azienda, lo scorso 5 maggio 2017, non ci sono stati passi avanti significativi a favore degli addetti del CUP e CED, nonostante l’interessamento della stessa Prefettura di Foggia, grazie alla quale siamo riusciti ad avere un confronto con la GPI Spa”, rilevano Fim, Fiom e Uilm. “Dopo tre anni, l’azienda ci ha fatto chiaramente intendere che per avere il dovuto riconoscimento contrattuale – proseguono i sindacati – non vi è altra strada che fare vertenza. Una risposta inaccettabile, che dovrebbe indurre la Asl di Foggia ad intervenire sulla vicenda, in quanto responsabile dell’appalto, garantendo pari dignità professionale a questi come a tutti i lavoratori”.

Per Fim, Fiom e Uilm, “l’azienda deve dare risposte a questi lavoratori ed a quelli del Contact Center, poiché è ampliamente dimostrato che il servizio serve e funziona, in particolare grazie all’impegno e alla professionalità degli addetti, è necessario procedere verso il passaggio a 40 ore settimanale dei lavoratori, attualmente impegnati con contratti part time e con una retribuzione di circa 500 euro, che non garantisce affatto un sostegno economico adeguato ai bisogni familiari e per potersi creare un futuro.

A questa richiesta del sindacato, l’azienda non può continuare a rispondere che l’ampliamento dell’orario comporterebbe il taglio di circa 10 unità, perché proprio in questi giorni – rilevano le organizzazioni sindacali - sta procedendo ad altre selezioni ed ha già aggiunto tre nuove unità. Anche a tal proposito, auspichiamo che l’Asl possa vigilare per garantire la massima trasparenza e, allo stesso modo, per verificare la regolarità dei continui spostamenti, da parte della GPI Spa, di lavoratori da un appalto di servizi all’altro, senza un adeguato confronto con le parti sociali, in quanto commesse diverse”.

Pertanto, Fim, Fiom e Uilm chiedono maggiore attenzione alla situazione lavorativa degli addetti al CED della Asl di Foggia; in questa direzione, i sindacati ritengono altresì doverosa, come previsto dal bando di gara, la corresponsione dei tickets (buoni pasto), così come avviene per altri lavoratori GPI impegnati nell’appalto degli Ospedali Riuniti. Il miglioramento complessivo delle condizioni di lavoro e di vita di queste persone è una priorità per il sindacato – concludono le organizzazioni sindacali – che non intendono in alcun modo abbassare la guardia ma continuare la mobilitazione sindacale”. 

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