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Venerdì, 14 Giugno 2024
Economia

Ristorazione ospedaliera, quel bando "senza cucine" che mette a rischio i posti di lavoro: "Mattanza sociale devastante"

La nota del segretario Ugl Terziario della provincia di Foggia, Emilia Dirella: "In merito alla pubblicazione della gara unica della ristorazione ospedaliera della Regione Puglia del lotto 4 riferito alla Capitanata"

Il 22 dicembre, dopo la scadenza naturale del contratto e varie proroghe, sul sito Innovapuglia è stato pubblicato il bando di gara per l’affidamento del servizio di ristorazione ospedaliera della Regione Puglia diviso in sei lotti, uno per ogni provincia, per un importo di 372 milioni di euro in cinque anni con possibilità di 24 mesi di proroga.

Il sindacato Ugl terziario della provincia di Foggia, rispetto ad alcuni elementi balzati agli agli occhi dopo "una attenta lettura", evidenzia: "Abbiamo scoperto che nel lotto 4, provincia di Foggia, i tecnici regionali hanno stabilito che in Capitanata non esiste una cucina interna ospedaliera (compresa quella del Riuniti di Foggia) “che abbia i requisiti di legge per la stipula del contratto”, tradotto dalla formula burocratica, non esiste una cucina agibile per svolgere il servizio, come ribadito nell’allegato 7 dello stesso bando di gara. In sintesi, viene dichiarato che tutte le cucine interne dei presidi ospedalieri dell’intera Capitanata attualmente in funzione - Foggia, Cerignola e San Severo per citarne alcune - sono state dichiarate ufficialmente non a norma di legge (quale?), al contrario di quanto pubblicato in precedenza da Innovapuglia nel lontano 2017 nell’avviso di consultazione di mercato, dove si prevedeva la cucina del Riuniti, come centro cottura interno abilitato". 

L'Ugl chiede quale “strategico interesse pubblico è sopraggiunto” che ne ha determinato la cancellazione. "Inoltre - sottolinea - sempre nell’avviso di gara viene chiaramente detto che per i soli centri cottura interni è “obbligatorio” avviare la preparazione fresco-caldo (preparazione tradizionale) mentre per gli altri si “deve” ricorrere all’uso di cucine esterne private con preparazione del refrigerato (cook and chill), cioè il cibo viene precotto giorni prima, congelato, rinvenuto e dispensato a km di distanza, con discutibile garanzia di qualità offerta ai degenti della Capitanata rispetto ai loro pari delle altre provincie della Regione Puglia, con un prezzo maggiorato di 0,70 centesimi di euro per vitto refrigerato rispetto ai prezzi minimi per il vitto tradizionale". "Un vero affare!" ironizza il sindacato.

Ergo, prosegue l'Ugl, "il fortunato” aggiudicatario del lotto 4 della provincia di Foggia avrà notevoli vantaggi sia in termini di erogazione del servizio che in termini di risultato economico-guadagno. Ma la vera criticità si riscontra nella salvaguardia dei livelli occupazionali infatti il bando prevede una “falsa clausola sociale” in quanto l’aggiudicatario potrà proporre e discutere con i sindacati un “progetto di assorbimento”, in base alla tipologia di processo di produzione del pasto offerto, e non un assorbimento globale della forza lavoro, come normalmente previsto dalle clausole sociali. Infatti mentre nel ciclo di produzione tradizionale (fresco-caldo) la forza lavoro risulterebbe essere invariata al contrario nel refrigerato (cook and chill), quello previsto per la provincia di Foggia, sarebbe notevolmente ridimensionata, proprio per il particolare ciclo di produzione che non necessita di molta manodopera, generando possibili trasferimenti, demansionamenti, mancati assorbimenti e licenziamenti, il tutto contravvenendo alla norma della legge regionale 25/2007 nello specifico art. 25 (salvaguardia dei livelli occupazionali e contrattuali negli appalti della Regione Puglia). Inoltre a complicare la situazione, si riscontra la inspiegabile separazione operativa degli addetti operanti al servizio di lavaggio e pulizia delle cucine (interne ed esterne) da quelli operanti alla preparazione, confezionamento e trasporto vitto e il possibile ricorso al subappalto di servizi parziali che potrebbero generare differenze contrattuali, contributive e retributive importanti. Infatti mentre ora gli attuali “addetti mensa” con Ccnl Turismo Ristorazione Collettiva hanno mansioni multiple, anche di sanificazione, diversificando e separando il servizio diventerebbero semplici “addetti alle pulizie”, quindi con un possibile applicazione del Ccnl Multiservizi (molto più conveniente per il datore di lavoro) e oggetto di esternalizzazione in subappalto a eventuali società collegate all’aggiudicatario, alleggerendo di molto il costo lavoro in cambio del “ricatto della conservazione del posto di lavoro”"

Sarebbe questo lo scenario al quale si andrebbe incontro secondo la segretaria dell'Ugl terziario, atteso che, aggiunge, "la maggior parte della forza lavoro operante è rappresentata dalle mansioni di “addetti mensa” e, quindi, "è prevedibile capire dove ci sarà la “mattanza sociale del progetto di assorbimento” che immaginiamo proiettato in tutta la Capitanata risulterebbe socialmente devastante".

Emilia Dirella conclude: "Per questo motivo siamo fortemente preoccupati e pretendiamo risposte concrete, non solo perché si parla di soldi pubblici e di garanzia di servizi per i nostri degenti ma soprattutto per salvaguardare tutti i livelli occupazionali dei lavoratori che ricordo, in piena pandemia, non si sono mai tirati indietro e sollecitiamo il mondo politico (parlamentari, consiglieri regionali della provincia di Foggia, assessori regionali) “a porre in atto una concreta attività” a difesa del territorio e non con le solite passarelle solidali. Ci stiamo attivando per chiedere un tavolo istituzionale di confronto in commissione regionale che ci permetta di portare le istanze dei lavoratori di Capitanata e chiedere la revoca immediata di questo anomalo bando di gara"

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