Boss di San Severo ancora nei guai: tramite un parente prova a riacquistare un suo immobile finito all'asta giudiziaria

Sotto sigillo le disponibilità bancarie che l'uomo, tramite un congiunto, aveva depositato su un conto dell’ufficio delle esecuzioni immobiliari del Tribunale di Foggia. Finanza e polizia sequestrano assegno da € 116.760

Immagine di repertorio

Nuovi sigilli al patrimonio di un noto esponente della criminalità sanseverese. A fine maggio il tribunale di Bari aveva messo sotto sigillo il suo patrimonio.

Nei giorni scorsi lo stesso Tribunale ha emesso un ulteriore provvedimento con cui ha ordinato il sequestro anticipato di altre disponibilità liquide che l’uomo - Severino Testa, classe 1960, destinatario in passato della misura di prevenzione della sorveglianza speciale, con precedenti penali di associazione mafiosa, stupefacenti e reati contro il patrimonio - aveva abilmente occultato intestandole ad un suo congiunto.

Ma l’interposizione fittizia non ha ingannato i finanzieri della compagnia di San Severo che, in stretta sinergia con gli specialisti della polizia (polizia anticrimine - ufficio misure di prevenzione della questura di Foggia), hanno segnalato il caso al Tribunale di Bari per l’emissione di un ulteriore provvedimento di sequestro anticipato d’urgenza.

VIDEO - Polizia e Gdf nel "tesoro" del boss di San Severo

Sotto sigillo sono così finite disponibilità bancarie che il soggetto, ritenuto elemento di spicco della criminalità organizzata operante su San Severo, tramite un congiunto, aveva depositato su un conto dell’ufficio delle esecuzioni immobiliari del Tribunale di Foggia per partecipare all’asta giudiziaria avviata su uno degli immobili del proprio patrimonio andato all’incanto per non aver onorato il mutuo bancario che lo gravava.

In dettaglio, sul conto corrente dedicato all’asta giudiziaria sono stati sequestrati € 116.760,00, per la cui provvista il congiunto del pregiudicato, in epoca antecedente al sequestro dello scorso maggio, aveva tratto due assegni bancari su un conto corrente a lui intestato, ma di fatto riconducibile all’uomo e per questo finito sotto sigilli.

Il giudice del Tribunale di Bari, presa cognizione degli approfondimenti investigativi, ha quindi ordinato il sequestro dell’intera somma di € 116.760,00, la cui esecuzione ha permesso di evitare che la liquidità potesse rientrare nella disponibilità del pregiudicato, avendo il soggetto interposto avanzato richiesta di restituzione delle somme in deposito all’ufficio delle esecuzioni immobiliari del Tribunale di Foggia.

Il risultato conseguito conferma ulteriormente il costante coinvolgimento della e della guardia di finanza, in perfetta sinergia con l'autorità giudiziaria, nella lotta alla criminalità organizzata, rimarcando che la sistematica aggressione degli interessi patrimoniali dei sodalizi costituisce obiettivo di primaria importanza per disarticolare le compagini delinquenziali organizzate e reprimere ogni tentativo di mimetizzazione nell’economia legale.

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