Scontri al Cara di Borgo Mezzanone tra rifugiati e forze dell’ordine

La denuncia è della segreteria provinciale Silp Cgil. Aggrediti verbalmente anche i componenti della commissione esaminatrice sullo status del rifugiato. Contusi sette poliziotti, militari si rifugiano nei container

Foto Barisera.net

Scontri al Cara di Borgo Mezzanone tra circa 200 rifugiati e il personale militare e civile che il 28 maggio scorso era presente nel centro d’accoglienza.

La denuncia è della segreteria provinciale Silp Cgil di Foggia, secondo la quale i disordini sarebbero scoppiati soprattutto per la carenza di personale.

Sarebbero stati aggrediti gli uomini in divisa e i componenti della commissione esaminatrice sullo status del rifugiato. Presi d’assalto i mezzi della Polizia e dei Carabinieri causando ingenti danni.

Secondo una prima ricostruzione degli accadimenti, i militari e i presenti si sarebbero barricati nei container per evitare che i gli aggressori si impossessassero delle armi. Sette operatori delle Volanti hanno riportato lievi contusioni.

Si aggiunge inoltre – dice il segretario nazionale Giovanni Meuti, della Silp Cgil – che anche il nostro rappresentante per la Sicurezza della Segreteria Provinciale di Foggia ha evidenziato che presso il Cara non vi sono le condizioni minime di sicurezza per i lavoratori di Polizia, poiché il numero di addetti non è rapportato al numero di ospiti presenti”. Il rappresentante per la sicurezza Lucio Mariucci, al tempo Vice prefetto Vicario, aveva chiesto “con insistenza” informa il Silp “la dotazione di una linea telefonica fissa e la dotazione di cellulari di servizio proprio per far fronte alle necessarie comunicazioni per meglio gestire eventuali disordini che purtroppo si sono puntualmente verificati negli anni”.

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La Cgil chiede di “Aumentare personale in organico di forze dell’ordine e di chi gestisce il campo” e ricorda che “Non va trascurato o sottovalutato il disagio che vivono i migranti costretti a lunghe attese per avere una risposta  dalla commissione preposta ad esaminare i requisiti per lo status di rifugiato. Inoltre il recente avvicendamento nella gestione del centro di accoglienza sta creando disagi, in quanto la dotazione organica non è al momento rispondente  a quanto previsto nell’appalto di assegnazione e quindi al numero di ospiti e ai servizi di assistenza richiesti”

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