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Rapina alla Bpm di Manfredonia, carabinieri scoprono ‘cavallo di Troia’: in manette bancario

I fatti risalgono alla rapina presso la filiale di via Di Vittorio della Banca Popolare di Milano dello scorso 10 agosto, le cui dinamiche generarono più di un sospetto. Indagini in corso per individuare i due rapinatori e un terzo uomo che agì da ‘palo’

Nella mattinata odierna i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Manfredonia hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Ettore Pezzano, 41enne bancario incensurato del posto, per concorso in rapina aggravata.

I fatti risalgono allo scorso 10 agosto, quando intorno alle ore 13 agosto, a Manfredonia, due soggetti, con addosso berretti e occhiali scuri per essere più difficilmente riconoscibili, entrarono con le pistole in pugno nella filiale di via Di Vittorio della Banca Popolare di Milano e, dopo aver minacciato e violentemente strattonato uno dei cassieri, si fecero accompagnare nel seminterrato, dove arraffarono dalla cassaforte 150mila euro e diverse migliaia di sterline inglesi e dollari statunitensi, per poi darsi alla fuga.

Questo il quadro dei fatti, così come nell'immediatezza dipinto ai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile del locale Comando Compagnia, immediatamente intervenuti, dalle testimonianze dei presenti e dalle immagini riprese dal sistema di videosorveglianza. Qualcosa, però, non era fin da subito "tornato" agli investigatori.

Il mancato funzionamento del sistema di rilevamento di oggetti metallici all'ingresso, che avrebbe dovuto impedire l'apertura delle porte, la presenza in cassaforte di una somma tanto ingente, di certo oltre all'ordinaria disponibilità, ma soprattutto la coincidenza dell'azione con la breve finestra temporale di apertura della cassaforte stessa, altrimenti irrimediabilmente inaccessibile, anche per gli stessi dipendenti dell'istituto di credito.

Senza aver lasciato trapelare nulla sul posto, i Carabinieri hanno immediatamente riferito al Magistrato della Procura della Repubblica di Foggia tutti i loro dubbi, e con questi, dopo aver analizzato le personalità di tutte le persone presenti al momento della rapina, nella convinzione che tante coincidenze potessero trovare giustificazione solo nella partecipazione attiva di un "basista", si sono concentrati sul cassiere "in prestito".

Il bancario minacciato e violentemente strattonato, infatti, era dipendente dell'altra agenzia cittadina della banca, quella di via Tribuna, e si trovava lì per l'ultimo giorno delle due settimane che vi aveva dovuto lavorare in sostituzione di un collega in ferie. In più, i Carabinieri avevano riservatamente saputo di una sua difficile situazione economica, a causa di alcuni debiti che faticava ad onorare.

Da qui le attività tecniche, a questo punto "mirate", di Pezzano, i cui frutti i Carabinieri non avevano tardato a cogliere.

Ricevute dai Carabinieri di Manfredonia le risultanze investigative in una dettagliata informativa di reato, il Magistrato della Procura della Repubblica l'ha corroborata con le proprie autonome considerazioni e, completata con le esigenze cautelari da tutelare, ha trasmesso al G.I.P. del locale Tribunale la richiesta per l'emissione del provvedimento cautelare oggi eseguito.

Le attività investigative di Arma e Procura della Repubblica proseguono ora per l'identificazione dei due complici che materialmente hanno portato a termine la rapina, e di un terzo uomo, sfuggito alle telecamere, che dalle indagini risulta aver svolto la funzione di "palo".

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