Cronaca

Incendi nell'area ex Enichem, aria irrespirabile a Manfredonia. Cittadini preoccupati: "Quali sostanze siano state immesse nell’aria?"

Sul punto sono intervenuti l'arcivescovo padre Franco Moscone ed Enrica Amodeo, presidente dell’associazione Manfredonia Nuova

Immagine di repertorio

Nella tarda serata di ieri fumi maleodoranti e perduranti, provenienti da due distinti incendi, appiccati contemporaneamente nell’area ex Enichem e a cassonetti posti sulla strada per la frazione Montagna, hanno attanagliato Manfredonia, in particolare i popolosi quartieri Monticchio e Scaloria, creando disagi e difficoltà nella respirazione alla popolazione residente, in particolare a bambini e anziani.

Tanti i disagi, ma anche gli interrogativi dei residenti sipontini sulla sequenza dei roghi. Sul punto è intervenuta anche la Curia Arcivescovile di Manfredonia – Vieste – San Giovanni Rotondo: “La questione ambientale del territorio, la salute dei cittadini, la salvaguardia del creato richiedono cura e rispetto dei beni comuni, giardini, parchi, sentieri, boschi, litorali, spiagge. Se ci lasciamo coinvolgere dal grido del pianeta Terra saremo protagonisti di un futuro migliore per tutti”, si legge in una nota che porta la firma dell’arcivescovo padre Franco Moscone.

“Ricordiamoci che la Terra è nostra ‘madre’, e di Madre ce n’è una sola, come ho sottolineato nel recente messaggio ai turisti che visitano e sostano nella nostra terra. Dobbiamo imparare a vedere tale bellezza sempre, nella quotidianità del vivere. Impegniamoci, perciò, a proteggere noi stessi e il Creato anche dalle nefaste forze di chi con tali insensati gesti ci minaccia e vuol farci capire che ha le mani sul territorio e che intende ancora una volta sopraffare tutti e tutto. La nostra Chiesa locale è più che mai sensibile alla questione ambientale quale ‘questione di ecologia integrale’ che abbraccia la migliore qualità della vita e la salute dell’uomo”.

“Rivolgo e rinnovo l’invito urgente a rinnovare il dialogo sul modo in cui stiamo costruendo il futuro del pianeta e in particolare del nostro territorio. Abbiamo bisogno di un confronto che ci unisca tutti, perché la sfida ambientale che viviamo, e le sue radici umane, ci riguardano e ci toccano tutti. E tutti possiamo collaborare come strumenti di Dio per la cura della creazione, ognuno con la propria cultura ed esperienza, le proprie iniziative e capacità. L’augurio che rivolgo è quello di essere autentici custodi del Creato, capaci di rendere reali i sogni che stanno nei nostri cuori certi di saperli vivere coerentemente tutti da fratelli, figli di un unico Dio, abitanti della casa comune, cittadini del futuro”, conclude.

Vuole conoscere l’esatta natura dell’incendio anche Enrica Amodeo, presidente dell’associazione Manfredonia Nuova. Nello specifico, si chiede “se il fuoco, oltre la sterpaglia, ha interessato eventuali capannoni e, in caso di risposta affermativa, quali materiali contenessero. La popolazione, a seguito del fumo acre che ha invaso gran parte della città, è fortemente preoccupata e pretende di conoscere quali sostanze siano state immesse nell’aria. Ricordiamo che Manfredonia ha già il triste primato per numero di tumori al polmone riferibili all’esposizione a inquinanti, come evidenziato dall’indagine epidemiologica del 2016. Si chiede, inoltre, quali misure saranno prese per ripristinare la salubrità della zona interessata e per evitare che simili episodi si ripetano”, conclude.

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