Giovanna detta "La Pazza": “Delinquenti hanno fatto della mia vita un inferno”

Giovanna, conosciuta come "la pazza", tramite Gli Amici della Domenica ha scritto una lettera aperta chiedendo l'interessamento degli organi preposti alla sicurezza ed al rispetto della legalità

Immagine di repertorio

"Ho chiesto agli amici del gruppo Amici della Domenica (GADD), di scrivere a tutti voi a nome mio, ringrazio loro per aver scritto e voi per leggermi loro tramite. In questi giorni sono assurta, mio malgrado, agli onori della cronaca per degli episodi di violenza che mi sono stati inflitti da nostri concittadini che fanno della violenza cieca e stupida il loro punto di riferimento vitale.

Sono conosciuta come Giovanna “la pazza”, ma vorrei tanto che fossi chiamata solo GIOVANNA, una persona, senza aggettivazioni che mi fanno smettere di essere un soggetto e fanno diventare, appunto, oggetto di scherno e di derisione. Vivo la mia vita nella serenità della mia casa, senza fare male a nessuno e senza che altri possano avere a ridire di alcuni mie atteggiamenti che qualcuno definisce “stramberie”, ma che sono semplicemente il mio modo di essere.

Ho usato sbagliando, il verbo al presente, avrei dovuto usare un tempo al passato: vivevo infatti serenamente nella mia casa, fino a quando un gruppo di teppisti si è accorta della mia esistenza e della mia debolezza per cominciare a rendere la mia vita un inferno. E’ tipico dei vigliacchi farsi forti sulle persone fragili, io ne ho trovati nel mio quartiere: teppisti che l’ultima volta che mi hanno fatto visita hanno divelto la porta d’ingresso della mia casa e la volta precedente hanno picchiato in branco un signore che era intervenuto per difendermi.

Una comunità che non si prenda cura dei fragili e dei deboli e che non sia solidale con gli stessi non merita di chiamarsi comunità. Ho chiesto al GADD di scrivere per dare voce a tutti i senza voce che vivono nella nostra città, vittime delle vessazioni e delle angherie in cui ci costringe il degrado morale che ci circonda.
Quando il disagio viene reso pubblico smette di essere privato e diventa politico.

Occorrono risposte immediate delle istituzioni per far fronte ai bisogni di tutte le Giovanne che non avendo voce non riescono ad essere nella priorità dell’agenda della politica. Il quartiere in cui vivo è la zona intorno a via Crispi , di me si sono già occupati alcuni organi di stampa nei mesi passati, ora vorrei l’interessamento degli organi preposti alla sicurezza ed al rispetto della legalità, lo esigo come cittadina che non vuole essere suddita, ma che ha la dignità di rivendicare un diritto, per il tramite del GADD.

Il mio nome è Giovanna, non vorrei che il mio cognome fosse poi noto alla comunità attraverso i manifesti che dovessero essere affissi per le vie cittadine in seguito ad una delle prossime visite dei delinquenti che hanno fatto della mia vita un inferno. Non si faccia in quell’occasione discorsi di circostanza e non si dica “la comunità piange”, non riconosco una comunità che non ha avuto rispetto per un vivo e finge dopo solidarietà per un morto.

Per il tramite del GADD mi firmo GIOVANNA (detta, a sproposito, la PAZZA)"

 

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COMUNICATO DE GLI AMICI DELLA DOMENICA

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