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LETTORI – “E’ il momento di pensare ai docenti delle graduatorie ad esaurimento”

Antonio D'Angelico, insegnante precario di San Marco in Lamis ha inviato una lettera all'On. Puglisi chiedendo di risolvere la situazione di 250mila precari che stazionano nelle graduatorie ad esaurimento

LETTORI - "Gent.le dott.ssa Francesca Puglisi, sono un insegnante di scuole superiori precario "storicissimo" di 51 anni ed oltre (e….224 punti nelle graduatorie "degli esauriti") e le scrivo da San Marco in Lamis dove, alcuni anni fa, ho avuto il piacere di conoscerla in un dibattito pubblico in piazza su temi attinenti la scuola; serata senz’altro molto interessante e partecipata ma non conclusasi pienamente perché rovinata dalla pioggia.

Certo in quel momento eravamo in piena tragedia Gelminiana e dinanzi a tutti noi non v’era altro che rabbia, dubbi, perplessità, smarrimento ed un profondo senso di impotenza di fronte alla mannaia dei tagli alle risorse, al personale ed ancor peggio al continuo e costante svilimento professionale a cui eravamo e siamo sottoposti ormai da tanto, troppo tempo; anche se, ad onor del vero, ciò è accaduto sicuramente già molto prima della Gelmini, che, da parte sua, ha sicuramente contribuito in maniera significativa a dare una forte accelerazione a tale deleterio fenomeno sociale.

Ora è arrivato il nuovo Ministro, che dopo un primo periodo di assordante silenzio su Scuola, Università e Ricerca, esordisce con la proposta di un nuovo concorso per affrontare il problema del personale della scuola e del suo reclutamento.

Dott.ssa Puglisi, ho letto su OrizzonteScuola.it un suo intervento ove dichiara testualmente "Condividiamo la necessità di riaprire i concorsi nella scuola pubblica, soprattutto per quelle classi di concorso matematiche e tecnico scientifiche di cui sappiamo saranno esaurite le graduatorie in ben 64 province nei prossimi tre anni".

Ora, stimata Dott.ssa Puglisi, ma Lei crede davvero che con oltre 250.000 precari offesi, ingannati, calpestati, vilipesi nei propri diritti e nella propria dignità umana e professionale che stazionano nelle graduatorie ad esaurimento in tutta Italia, ci sia davvero bisogno di altri concorsi per il reclutamento del personale della scuola? E quanto costa in termini economici e di tempo organizzare un nuovo concorso a cattedra, in tempi dei grandi tagli della spesa pubblica? non le sembra quanto meno ...... una contraddizione in terminis?
Tenga conto che per essere in graduatoria la gente come me si è: laureata, abilitata con procedure concorsuali pubbliche, specializzata, casomai plurimasterizzata e poi che fa?…….va a fare un altro concorso per entrare in ruolo, e in più deve temere che giovani neo laureati o poco più ti saltino avanti senza aver fatto un giorno nella scuola, tra i banchi con gli alunni così difficili e problematici che ci ritroviamo tutti i giorni di fronte?

Questa situazione è già accaduta da sempre e lo sa come? Cerco di spiegarglielo. Gli abilitati (le ricordo che i concorsi a cattedre furono banditi nel 1990 e nel 1999 sempre a posti 0, pertanto non sono mai esistiti vincitori di concorsi bensì abilitati) dei concorsi a cattedra sono persone che ogni anno da sempre entrano in ruolo (in quanto ogni anno il 50% dei posti in ruolo vengono assegnati a loro) con punteggi "ridicoli" senza aver mai insegnato un giorno, dopo che per decenni hanno fatto tutt’altro mestiere. Ma v’è più di pazzesco ed inaccettabile: mi sa indicare un’altra Pubblica Amministrazione dove le graduatorie dei vincitori (pardon, abilitati) restano in vigore per 20 anni e non decadono mai?

E il precariato storico che fa?Beh, glielo dico io: sta lì !!! Dove? Da sempre  nelle scuole, fra i banchi, con gli alunni e continua nonostante tutto a fare il proprio dovere, meglio dei colleghi di ruolo; e ciò in tanti paesi e in tante città, ogni anno l'uno/a diversi dall'altro/a, della stessa o di provincie lontane, con stipendi da fame, senza mai uno scatto stipendiale,con diritti limitati rispetto alla docenza di ruolo, senza mai poter partecipare attivamente ad un progetto della scuola, tanto....." l'anno successivo non ci sarò più qui!!!!!!" sbattuti fra ciò che le ho descritto e i vari: 1) passaggi di ruolo del personale…… già di ruolo; 2) passaggi di cattedra….sempre del personale già di ruolo, 3) trasferimenti, assegnazioni provvisorie, utilizzazioni ed ottimizzazioni di cattedra…….ovviamente sempre per il personale di ruolo: Ah…..dimenticavo!:4) Riservisti e personale con precedenza derivanti delle risapute e certe false L.104/92.

Io, come altre migliaia di colleghi, viviamo da tempi immemorabili, ed all’inizio di ogni anno scolastico, queste situazioni. Ed alla fine si viene a proporre un nuovo concorso come panacea del complicatissimo problema del personale della scuola?

Sa, pochi giorni fa, con un preventivatore sul sito di Repubblica, ho simulato a che età, in ragione della mia personale situazione e con le leggi sui pensionamenti in via di approvazione, dovrei andarci: risultato: 68 anni. Cosa aggiungere!!!!!! agghiacciante".

Ma mi scusi, se si allunga a dismisura l'età del pensionamento e si continua a tagliare personale, classi di concorso, ad accorpare scuole e classi, ma a cosa serve fare un nuovo concorso abilitante, di nuovo a posti zero? Lo ammetta è solo propaganda politica e serve per continuare a prendere per in giro e ad illudere la gente.  

Bene… (anzi male!!!) cara Dott.ssa Puglisi, si sarà, anche a ragione, stufata di leggere queste mie amare parole, ma le posso assicurare che corrispondono alla pura e semplice realtà, non solo mia, ma di tantissima, anzi di migliaia di persone.

Pertanto vorrei, che tutto ciò che le ho rappresentato fosse per lei e per la gente che come lei può in qualche maniera influenzare le decisioni che contano e che passano sulla ed attraverso la pelle dei cittadini, diventi motivo di una profonda riflessione che sproni chi di dovere a pensare seriamente sul da farsi ed ad elaborare strategie volte ad affrontare davvero i problemi della scuola e non a buttar giù idee demagogiche, propagandistiche e prive di fondamento e di collegamento con la realtà.

Colgo l’occasione per ringraziarla per l’attenzione prestatami e le auguro un sereno e felice Natale e un nuovo anno pieno di idee e battaglie vere e vincenti."

 

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