Dramma abitativo: il piano di Landella per tamponare l'emergenza e sistemare 120 famiglie

Nello specifico, la proposta è quella di rimodulare il Piano di Riqualificazione, consistente nella realizzazione dei restanti 112 alloggi sull’area di sedime prospiciente a quelli già realizzati rispetto al progetto originario

Emergenza abitativa

La rimodulazione del Piano di Riqualificazione di via Lucera come risposta temporanea al dramma dell’emergenza abitativa. Questa la proposta del sindaco di Foggia, Franco Landella, che ha chiesto un incontro urgente a Ministero delle Infrastrutture, alla Regione Puglia, e ad Arca Capitanata.

Emergenza abitativa: il piano di Landella

“Le proposte avanzate e gli impegni assunti dalla Regione Puglia nel corso del vertice tenuto mercoledì scorso in Prefettura lasciano per molti versi irrisolto il dramma dell’emergenza abitativa nella città di Foggia, quantomeno sul piano della tempistica nella disponibilità degli alloggi.  Pur trattandosi di determinazioni importanti, di cui non ho difficoltà a riconoscere il valore, purtroppo non rispondono a quella immediatezza di cui si avverte con urgenza la necessità. Non essendoci stata, al momento, alcuna risposta positiva rispetto alla mia reiterata proposta relativa all’avvio di un processo ‘tampone’ finalizzato a fare in modo che la Regione Puglia prenda in fitto – temporaneamente ed a canone agevolato – alloggi invenduti e quindi disponibili, occorre evidentemente immaginare soluzioni alternative.
Nel pomeriggio di oggi, dunque, ho richiesto la convocazione immediata di un tavolo tecnico-istituzionale tra Ministero delle Infrastrutture, Regione Puglia, Arca Capitanata e Comune di Foggia, al fine di discutere di una rimodulazione del redigendo Piano di Riqualificazione di via Lucera. L’ipotesi che ho avanzato è quella di un rinvio, temporaneo e parziale, dell’abbattimento degli immobili, al fine di favorire il loro utilizzo per i nuclei familiari attualmente in condizioni di grave difficoltà e degrado igienico-sanitario.

Nello specifico, la proposta è quella di rimodulare il Piano di Riqualificazione, consistente nella realizzazione dei restanti 112 alloggi sull’area di sedime prospiciente a quelli già realizzati rispetto al progetto originario, in modo da recuperare un numero di appartamenti temporanei, da aggiungere ai 18 già messi a disposizione dalla Regione Puglia e dall’Arca Capitanata, sufficiente a fornire una prima risposta all’emergenza in cui versano le 50 famiglie che vivono nei container di via San Severo, le 34 famiglie ubicate in quelli del Campo degli Ulivi, le 10 famiglie collocate in quelli del campo rom di Arpinova,  le 11 famiglie che risiedono attualmente nello stabile – pericolante e su cui grava un’Ordinanza di sgombero – di via Rodi Garganico, i 15 nuclei familiari dell’ex Caserma ‘Oddone’ – che in forza di una disposizione del Tar dovranno a brevissimo abbandonare l’immobile – e le famiglie attualmente ubicate a Borgo Mezzanone.

In altri termini, le famiglie attualmente collocate in queste situazioni di emergenza troverebbero una temporanea sistemazione negli alloggi – le cui assegnazioni avverrebbero previa stringente verifica del possesso dei requisiti – di cui verrebbe rinviato l’abbattimento fino al loro trasferimento nei 150 appartamenti in zona Ente Fiera, la cui materiale realizzazione è stata annunciata in Prefettura dall’assessore regionale con delega all’Urbanistica, Pino Pisicchio, in un arco di tempo ci circa 2 anni.

Si tratta di una strategia – che non intaccherebbe in alcun modo le assegnazioni già disposte nell’ambito del Piano di Riqualificazione – intorno alla quale è urgente confrontarsi, soprattutto per l’esasperazione delle famiglie costrette a vivere in situazioni drammatiche, che chiedono legittimamente soluzioni immediatamente praticabili. Confido nella sensibilità dei nostri interlocutori, a cominciare dal Governatore Michele Emiliano, e nella loro consapevolezza circa la rapidità con cui bisogna procedere”.

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