Bande criminali terrorizzano agricoltori e imprenditori, è far west nelle campagne foggiane: "Non se ne può più"

E’ l’ennesima denuncia di Coldiretti Puglia che negli anni ha chiesto l’intervento del Ministero degli Interni e dell’Esercito per un presidio massiccio e costante delle aree rurali

Foto di repertorio

"Sabotaggi notturni alle cantine di San Severo e Torremaggiore ad opera della criminalità che continua a far vivere imprese agricole e operai in un clima estenuante da far west nelle campagne, dove ormai si teme anche per la propria incolumità personale".

E’ l’ennesima denuncia di Coldiretti Puglia che negli anni ha chiesto l’intervento del Ministero degli Interni e dell’Esercito per un presidio massiccio e costante delle aree rurali. “Evidentemente si sta sottovalutando la situazione. Sabotaggi, assalti armati per rubare mezzi agricoli, furto di prodotti e ulivi, taglio di ceppi di uva e tiranti, non si contano più per frequenza e gravità i fenomeni criminosi che colpiscono e indeboliscono il settore agricolo e non si tratta più soltanto di “ladri di polli”, quanto di veri criminali che organizzano raid capaci di mettere in ginocchio un’azienda”, denuncia Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia.

Si assiste alla ‘stagionalità’ delle attività criminose in campagna – denuncia Coldiretti Puglia – perché squadre ben organizzate tagliano i ceppi dell’uva da vino a marzo e aprile, rubano l’uva da tavola da agosto ad ottobre, le mandorle a settembre, le ciliegie a maggio, rubano le olive da ottobre a dicembre, gli ortaggi tutto l’anno, ma preferiscono i carciofi brindisini e gli asparagi foggiani, dimostrando che alla base dei furti ci sono specifiche richieste di prodotti redditizi perché molto apprezzati dai mercati, rubano gli ulivi monumentali perché qualcuno evidentemente li ricerca.

“E’ impensabile e inaccettabile che dopo mesi di sforzi e di fatiche, lottando quotidianamente contro la burocrazia e il clima impazzito – insiste con forza Giuseppe De Filippo, presidente di Coldiretti Foggia - un’azienda agricola veda andare in fumo il frutto del proprio lavoro ad opera di bande criminali che compiono atti di gravità inaudita. Sono state boicottate due strutture del territorio e sversati migliaia di litri di vino e mosto nelle campagne, una atto intimidatorio senza eguali. Chiediamo una cabina di regia interforze che stringa le maglie dei controlli nelle aree rurali e organizzi sistemi di presidio anche tecnicamente all’avanguardia perché così non è più possibile andare avanti”, conclude il presidente De Filippo.

Oltre ai furti di rame, prodotti e mezzi agricoli, stiamo registrando fenomeni estorsivi – aggiunge Coldiretti Puglia - chiaramente evidenziati dai numerosi tendoni e ceppi di uva tagliati. Il fronte dell’illegalità è sempre più ampio e riguarda la proprietà fondiaria, le infrastrutture di servizio all’attività agricola e, non da ultime, le produzioni agricole ed agroalimentari.

“Abbiamo bisogno di lavorare in campagna in un clima di serenità – dice Salvatore Moffa, presidente di Coldiretti San Severo e Torremaggiore – non è pensabile fare impresa guardandosi continuamente le spalle o facendo le ronde diurne e notturne per salvare aziende, mezzi e prodotti agricoli. E assistiamo anche un grande scoraggiamento degli agricoltori che per paura non denunciano. I quotidiani fenomeni criminosi hanno l’effetto di spopolare le campagne, perché le famiglie residenti nelle aree rurali ci pensano due volte prima di continuare a vivere in campagna”.  

I reati contro il patrimonio, quali furto di mezzi agricoli (15%), abigeato (11%), furto di prodotti agricoli (13%), racket (9%), usura, danneggiamento, pascolo abusivo, estorsione, rappresentano la “porta di ingresso principale” della malavita organizzata e spicciola nella vita dell’imprenditore e nella regolare conduzione aziendale, conclude Coldiretti Puglia.

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