Chiuso per 8 mesi, ma la 'canapa light' era legale: "Non siamo l'Escobar di Foggia, abbiamo licenze e un medico"

Il proprietario è pronto a ripartire e rilancia: "Ho intenzione di aprire un altro punto vendita su Foggia. Io lavoro nella legalità: ho le licenze per farlo e c’è un vasto mercato di riferimento. Solo chi non conosce ne ha paura”

L'attività di via D'addedda

La saracinesca è alzata da alcuni giorni. Il tempo di riallestire gli scaffali, chiudere le ultime formalità burocratiche e il punto vendita ‘Dottor Bud’, growshop in via D’Addetta, a Foggia, è pronto per riprendere le attività di sempre. 

Si riparte dopo uno stop forzato di 8 mesi, ovvero da quando l’attività è finita nel mirino delle Fiamme Gialle, che ne disposero la chiusura. “Ma la nostra canapa è risultata essere legale, le analisi effettuate lo hanno confermato, quindi siamo pronti a riaprire i battenti”, spiega a FoggiaToday il titolare Giuseppe Ricciuto, che con il fratello Antonio gestisce l’attività specializzata nella vendita di prodotti a base di canapa e derivati. E’ lui a ripercorrere gli accadimenti: “A luglio abbiamo ricevuto la visita della Guardia di Finanza che ha sequestrato circa 10 kg di canapa light per sottoporla ad esami, ritenendo che tra questa vi fosse anche sostanza con indice THC superiore al limite tollerato, ovvero 0,6%”, spiega.

Precisazioni della Procura di Foggia sul caso

In materia di coltivazione e filiera agroindustriale della canapa, infatti, ne è permesso l’uso a fini agricoli o cosmetici purché il principio attivo della sostanza sia compreso tra lo 0.2 e lo 0.6%. “Attività come questa vengono viste come negozi di perdizione, luoghi di spaccio o non so cosa. Ma noi non siamo nell’illegalità, non spacciamo e non siamo l’Escobar di Foggia”, prova a sdrammatizzare. “Gli esami poi ci hanno dato ragione: la canapa, tutta sdoganata e fatturata, era legale”. Della sostanza sequestrata, solo alcuni etti sforavano di poco - da 0,10% a 0,20% - il limite imposto. Una percentuale ritenuta irrisoria, tanto da permettere ai titolari di incassare tre sentenze a loro favore e ottenere, due settimane fa, il dissequestro del materiale e del locale. 

Nelle parole di Giuseppe c’è voglia di ricominciare, ma anche stanchezza e amarezza: “Sono stati 8 mesi lunghissimi. Difficili da affrontare dal punto di vista sociale, economico e psicologico. Ora finalmente, grazie anche al prezioso lavoro dell’avvocato Paolo D’Ambrosio, voltiamo pagina. Anzi - rincara la dose Ricciuto - ho intenzione di aprire un altro punto vendita su Foggia. Io lavoro nella legalità: ho le licenze per farlo e c’è un vasto mercato di riferimento. Con noi collabora anche un medico, specializzato nell’uso terapeutico della cannabis che interessa uomini e donne di tutte le età. Verso questa attività la cittadinanza è divisa: c'è chi è contro e chi è a favore. Ma solo chi non conosce ne ha paura”.

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