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Attività di bracconaggio

Attività di bracconaggio

Viaggiavano con volatili vivi e morti, blitz al casello autostradale di Foggia: denunciati

Due intermediario bresciani stavano facendo rientro a casa con 1000 allodole e 4000 volatili di specie protetta. Business da 3mila euro per bracconieri locali, 15mila per i denunciati

Un vero e proprio business, una partita particolarmente ricca di vari esemplari di uccelli cacciati in agro di Manfredonia e pronti a partire in gabbie e sacchi di plastica alla volta di Brescia. E’ l’operazione condotta dalla polizia stradale di Foggia e dalla polizia provinciale che ha trovato - stivati nel bagagliaio di un’auto - numerosi volatili sia vivi che morti. Nel dettaglio, si tratta di cinque gabbie contenenti 135 allodole vive e 14 sacchi in plastica contenenti nel complesso 1400 uccelli morti e congelati, abbattuti per impallinamento e destinati alla ristorazione, per assecondare le tradizioni culinarie del nord.

Si tratta di 1000 allodole e 400 volatili di specie protetta tra cui pispole, ballerine nere, fringuelli, fanelli, storni, verdoni, ballerine gialle, pettirossi e cinciallegre. Il commercio dell’avifauna, infatti, sia viva che morta, produce ingenti guadagni sia per chi materialmente cattura i volatili (i cosiddetti ‘uccellatori’), sia per i mediatori di commercio. Nel caso specifico, questa partita di volatili avrebbe fruttato circa 3000 euro ai bracconieri locali e 15mila euro ai due intermediari bresciani, questi ultimi due bloccati e denunciati per ricettazione e maltrattamento di animali.

I due sono stati bloccati al casello autostradale di Foggia mentre, con il veicolo carico di merce, stavano facendo rientro a casa. Tale operazione si inserisce nell’ambito di una serie di servizi messi in campo dalla polizia stradale e la polizia provinciale a seguito del Protocollo d’intesa siglato tra il Ministero dell’Interno e quello della Salute volto a contrastare, tra le altre cose, la tutela della salute e del benessere degli animali. I volatili morti sono stati sottoposti a sequestro, mentre le 135 allodole vive sono state liberate presso l’Oasi “Lago Salso”, in agro di Manfredonia.

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