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Le big bags sequestrate

Le big bags sequestrate

Vanno a Ippocampo e asportano sabbia e arenile con un escavatore: beccati e denunciati, sequestri 106 'big bags'

L'attività della capitaneria di porto nel villaggio turistico sulla riviera sipontina. I responsabili sono stati denunciati a piede libero  ed è stata elevata loro una sanzione amministrativa pari a 3.000 euro

Scavi abusivi nei pressi di un a struttura turistico-ricettiva del villaggio balneare di 'Ippocampo', dove alcuni soggetti sono stati sorpresi dai militari della capitaneria di porto mentre, con un escavatore, prelevavano materiale sabbioso in prossimità della foce di un canale idrico.

L'attività è stata condotta dagli uomini della capitaneria di porto di Manfredonia appartenenti al Nucleo operativo di polizia ambientale, sotto la direzione del neo costituito 'Centro di coordinamento ambientale marino' (CCAM) istituito presso la Direzione marittima di Bari. I militari intervenuti, nel corso del sopralluogo, hanno accertato la presenza di alcune persone intente, a mezzo di un escavatore, al prelievo di materiale litoide (sabbia, pietra e roccia) in prossimità della foce di un canale idrico poco distante dalla struttura.

Il materiale, una volta prelevato, veniva riposto all’interno di alcuni 'big bags' (sacconi plastici) successivamente sistemati a ridosso della struttura turistica. Alla richiesta di chiarimenti in merito alle lavorazioni in corso, i titolari della struttura non erano in grado di fornire alcun documento autorizzativo. I militari operanti, hanno sottoposto a sequestro preventivo d’urgenza 106 'big bags' pieni di sabbia, un’area ricadente tra il demanio marittimo e la fascia di rispetto di 30 metri dalla dividente demaniale di circa 350 mq e l’escavatore utilizzato per le lavorazioni.

I responsabili sono stati denunciati a piede libero ed è stata elevata loro una sanzione amministrativa per violazione all’art.1162 del codice della navigazione di importo pari a 3mila euro. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Foggia, giusta richiesta del magistrato di turno della locale Procura, ha convalidato il sequestro operato dai militari, emettendo il proprio decreto di sequestro preventivo avendone ravvisato il fumus commissi delicti dei reati contestati dal personale operante.

"Si evdienzia - spiega la capitaneria di porto in una nota - come il prelievo di materiale litoide e l’apposizione di barriere fisiche a protezione delle strutture private, non può essere effettuato senza la preventiva acqusisizione di tutti i pareri (edilizi/demaniali/paesaggistici) presso gli organi competenti. In particolare il prelievo del materiale sabbioso, effettuato in prossimità di canali o foci dei fiumi, se effettuato in maniera autonoma e senza le normali previste autorizzazioni potrebbe andare a modificare irrimediabilmente il regolare corso delle acque e lo stato dei luoghi oltre a costituire un deturpamento per l’ambiente marino".

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