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L'interno del rifugio di Comparelli

L'interno del rifugio di Comparelli

Arrestato latitante: ha trascorso un anno nella Foresta Umbra, senza acqua nè corrente

Era evaso dai domiciliari. I carabinieri hanno sorpreso il 61enne in un locale in zona "Acqua di Chilci" dopo aver raccolto numerose denunce per furti in casolari e villaggi nella zona

Per 12 mesi si era nascosto in un alloggio di fortuna ricavato in un podere abbandonato nel cuore della macchia garganica, in una zona isolata e impervia a ridosso della rigogliosa Foresta Umbra. Per tre volte, il 61enne Rocco Comparelli, di Vico del Gargano, era riuscito a sfuggire all’arresto rifugiandosi in quel locale poco accogliente, senza servizi e senza alcun tipo di confort ma difficile da individuare.

Nella giornata di ieri, però, i carabinieri della compagnia di Vico, però, hanno messo la parola fine alla sua fuga, stringendo il cerchio delle ricerche nella zona “Acqua di Chilci”, le cui coordinate sono state indirettamente fornite dalle denunce di turisti e titolari di camping e villaggi turistici della zona tra San Menaio e Pietrafitta che negli ultimi mesi hanno denunciato circa una ventina di furti di generi alimentari, telefoni cellulari, vestiti e anche armi.

Perché nessuno, secondo la tesi dei militari, ha sostenuto la latitanza di Comparelli, evaso dagli arresti domiciliari dove era ristretto per il reato di stalking in danno dell’ex compagna; così si sarebbe procurato di volta in volta, verosimilmente con furti mirati e seriali, tutti ciò di cui aveva bisogno. Compreso un fucile calibro 12, con colpo sempre in canna, per difendersi da ogni pericolo. E’ il frutto di una rapina messa a segno ai danni di un avvocato della cittadina garganica e i militari dovranno appurare se il 61enne abbia ricettato l’arma o se la sia procurata da solo, con la forza.

Nel nascondiglio di “Acqua di Chilci” non c’era né acqua, né corrente elettrica. A scaldare il locale d’inverno una brace improvvisata in un angolo della casa e che ha ricoperto di fuliggine l’intero podere. Comparelli si era reso di fatto irreperibile dal 20 ottobre del 2014. Una volta individuato il nascondiglio, i militari hanno sorpreso il 61enne durante la notte, mentre dormiva, evitando così qualunque tipo di reazione dello stesso. A sostegno della tesi degli inquirenti, quella relativa ai furti per il sostentamento, nel casolare sono stati trovati indumenti ed alimenti trafugati in poderi di campagna e villaggi della zona. Sull’accaduto sono in corso ulteriori indagini.

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