Una sfregiata in viso, l’altra massacrata di botte: arrestati compagni gelosi e violenti

Incubo finito per due donne foggiane: gli agenti della squadra mobile di Foggia hanno eseguito due misure cautelari nei confronti dei rispettivi aguzzini, una in carcere e l'altra ai domiciliari

Immagine di repertorio

Due uomini diversi, due generazioni diverse, due situazioni sentimentali differenti. E’ il reato del quale dovranno entrambi rispondere – quello di stalking – l’unico grave punto di contatto tra i due episodi, ambedue registrati a Foggia, ai danni di due giovani donne foggiane. Sono due gli arresti operati dagli agenti della squadra mobile di Foggia che – dopo una lunga attività investigativa – hanno eseguito due ordinanze di custodia cautelare, una in carcere l’altra ai domiciliari, nei confronti di due uomini del posto, entrambi accecati ed obnubilati da gelosie ed attenzioni morbose nei confronti delle rispettive compagne.

Nel primo caso, gli agenti della mobile hanno arrestato il 36enne F.L., disoccupato. Secondo quanto accertato dagli inquirenti, l’uomo maltrattava sia fisicamente che psicologicamente la compagna, madre dei suoi tre figli, tutti minori. Vessazioni che scaturivano da futili motivi, per ossessioni morbose e per l’accusa ricorrente, come spiegato in conferenza stampa, “di praticare autoerotismo per sottrarsi ai doveri coniugali”.

Tutto ciò portava l’uomo, avvezzo al consumo di cocaina, ad improvvisi scatti di ira e violenza ingiustificata: i maltrattamenti accertati risalgono al 2008 ma gli inquirenti hanno motivo di credere che tali condotte si perpetrassero da sempre. Due i casi più gravi accertati dalla polizia: in una occasione l’uomo avrebbe sfregiato il viso della donna, di sei anni più giovane, infierendo con un bastoncino di legno e ingiuriandola pesantemente anche alla presenza dei minori; nell’altro caso, invece, avrebbe addirittura tentato di farla precipitare dal balcone della sua abitazione. La colluttazione ingaggiata dalla vittima, nello strenuo tentativo di difesa, è stata accertata poi dai sanitari che le hanno riscontrato lesioni varie, un trauma addominale e contusioni multiple con prognosi di 8 giorni.

Dopo questi gravi episodi la donna ha trovato il coraggio di denunciare quanto era costretta a subire da anni (era legata allo stesso uomo dall’età di 12 anni) ed è stata condotta, insieme ai suoi figli, in un centro antiviolenza in provincia di Foggia. Il suo compagno, gravato da precedenti per estorsione, ha esteso le minacce di morte (quelle solitamente riservate alla madre dei suoi figli) ai familiari della stessa. A corollario dell’accaduto, gli inquirenti stanno facendo luce sull’incendio di un furgone, di proprietà del padre della vittima, dato alle fiamme proprio la notte in cui la donna è stata accompagnata in comunità. L’episodio però, al momento, non è attribuito al 36enne.

L’altro caso, invece, riguarda P.S., un 25enne foggiano, operaio, incensurato. L’uomo molestava e minacciava ripetutamente la sua fidanzata, pedinandola e minacciandola fin sotto la sua abitazione. Dopo una frequentazione durata meno di un anno, la donna – madre di un bambino nato da una precedente relazione – ha deciso di troncare la relazione perché esasperata dalla eccessiva gelosia del compagno che le vietava di frequentare amici e parenti negandole ogni forma di interazione con gli altri, soprattutto quelle telematica e virtuale (sms, email e social network).

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Più di una volta – i casi accertati riguardano i mesi di luglio e ottobre di quest’anno – l’uomo ha aggredito la sua ex-compagna colpendola violentemente con schiaffi e pugni al capo e, in un'altra occasione la percuoteva con afferrandola per i capelli e trascinandola a terra lungo la strada, provocandole lesioni giudicate guaribili in 30 giorni. Tra queste i sanitari riscontrarono un trauma cranico non commotivo, un trauma alla spalla e alla caviglia sinistre e la frattura scomposta della clavicola sinistra. L’uomo è ora sottoposto agli arresti domiciliari.

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