Mercoledì, 28 Luglio 2021
Cronaca

Agguerriti e spietati scassinavano gioiellerie e tabaccherie: quattordici i colpi in due mesi, al tappeto banda criminale

L'operazione dei carabinieri. Colpite attività commerciali a San Severo, Lesina, Serracapriola, Apricena, Foggia e San Paolo di Civitate, ma anche in alcuni centri dell’Abruzzo (Cupello, San Salvo, Casalanguida) e del Molise (Trivento) 

Immagine di repertorio

In un paio di mesi, o poco più, hanno messo a segno almeno 14 furti, sei consumati e otto solo tentati perché costretti alla fuga dalle forze dell’ordine.

Si tratta di otto soggetti, riuniti (tutti tranne uno) nella banda ben organizzata, secondo ruoli e responsabilità precise, che tra il marzo e l’aprile del 2017 era diventata l’incubo degli esercenti commerciali dei paesi dell’Alto Tavoliere, ma anche del vicino Abruzzo e Molise.

Scacco matto alla pericolosa 'Banda del Buco': i nomi degli arrestati

Gli otto soggetti, di età compresa tra i 21 e i 29 anni, sono stati arrestati questa mattina dai carabinieri, che hanno eseguito il provvedimento (sei in carcere, gli altri due ai domiciliari) che ha sgominato il gruppo, un’agguerrita associazione per delinquere finalizzata alla commissione di furti, anche con la ‘tecnica del buco’.

Colpite attività commerciali a San Severo, Lesina, Serracapriola, Apricena, Foggia e San Paolo di Civitate, ma anche in alcuni centri dell’Abruzzo (Cupello, San Salvo, Casalanguida) e del Molise (Trivento)

Le indagini sono partite da un furto messo a segno in una tabaccheria di Lesina; da qui è stato possibile ricostruire il modus operandi del gruppo che colpiva solo attività commerciali (per lo più tabaccherie, gioiellerie e negozi di abbigliamento) prive di sistemi di videosorveglianza o allarme.

Il gruppo agiva solo dopo attenti sopralluoghi; dopodichè, entrava in azione tagliando serrande, forzano ingressi o apredosi brecce nei muri dei locali presi di mira. Il bottino stimato è, nel complesso, di circa 150mila euro. 

Sulla vicenda sono in corso ulteriori indagini sia per individuare i ricettatori di cui la banda si serviva per 'monetizzare' la refurtiva, che per acclarare il coinvolgimento della stessa in altri episodi avvenuti più recentemetne in provincia, con le stesse modalità.

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