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La conferenza stampa di questa mattina

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Biccari, violenze fisiche e verbali sugli alunni: arrestate quattro insegnanti

Tutto è partito dalla denuncia sporta ai carabinieri della locale stazione da un genitore nei confronti di una indagata. Le registrazioni audio e video hanno poi smascherato il comportamento delle quattro insegnanti

Questa mattina i carabinieri della compagnia di Lucera hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Foggia, che dispone la misura degli arresti domiciliari a carico di quattro insegnanti della scuola primaria dell’istituto comprensivo ‘Paolo Rosati’ di Biccari, ritenute responsabili, a vario titolo, del reato di maltrattamento di minori all’interno dell’istituto di formazione.

Il provvedimento giunge all’esito di una complessa indagine investigativa condotta dagli uomini del 112, scattata dalla denuncia presentata nell’ottobre scorso dal padre di un alunno della quarta elementare nei confronti di una sola delle arrestate, sebbene all’inizio dell’anno scolastico in tanti avevano iscritto i propri figli altrove, nei paesi limitrofi.

Le indagini si sono sviluppate in due fasi: la prima, caratterizzata dall’acquisizione di informazioni testimoniali di ben quindici persone, tra cui insegnanti e genitori, mentre la seconda è stata condotta con l’ausilio di strumenti di videoregistrazione posizionati all’interno di un’aula dove venivano svolte le lezioni.

Durante lo svolgimento di un’ora di supplenza in una quarta, è stata rilevata la presenza di un’altra insegnante che fin da subito ha adottato condotte molto gravi nei confronti dei bambini, tali da rendere necessaria l’installazione di una ulteriore videocamera. Così sono state documentate le violenza messe in atto anche dalle altre indagate nei confronti dei bambini. Violenze che hanno spinto gli investigatori a mettere il più rapidamente possibile la parola fine sulla triste vicenda.

Diversi sono stati gli episodi documentati, e alle violenze fisiche si sono poi aggiunte quelle psicologiche: i bambini venivano infatti derisi per le loro caratteristiche fisiche (un bimbo è stato costretto a dire ‘Io sono basso e bugiardo’ di fronte ai propri compagni di classe), costantemente mortificati (sono state utilizzate espressioni del tipo ‘Fai schifo! Chiudi quella boccaccia che escono solo cose brutte da là!’, ‘Hai il cuore cattivo!’) e minacciati, sia verbalmente (‘Dai che questo lo devo sconciare un po'!’, ‘Io ti faccio nuovo nuovo di botte!’, ‘Se ti do una botta in testa tu capisci che hai sbagliato e devi correggere l’errore, va bene? Facciamo questo gioco…’) che con l’utilizzo di aste in legno, e fatti oggetto di insulti e turpiloquio.

Significativo, sotto questo punto di vista, è stato l’episodio in cui un’indagata, mentre trascinava con forza uno scolaro all’esterno dell’aula, afferrandolo per un braccio, lo apostrofava con parole scurrili. Così si è giunti ai provvedimenti odierni: le arrestate, dopo le formalità di rito espletate presso il Comando Compagnia Carabinieri di Lucera, sono state condotte presso le rispettive abitazioni in regime di arresti domiciliari, a disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Foggia, che ha coordinato le indagini.

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