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Volante del 113

Volante del 113

Maltratta, picchia e minaccia giovane moglie: arrestato 20enne

Dal rapporto era nato un figlio, colpito durante un'aggressione alla 18enne. Nel corso del rapporto coniugale era emerso il carattere violento del ragazzo. Maltrattamenti dal 2010 al 3 ottobre scorso

Maltrattamenti in famiglia, lesioni aggravate, mancata assistenza familiare alla giovanissima moglie di appena 18 anni. I fatti risalirebbero al periodo di tempo compreso tra il 2010 e il 3 ottobre scorso. Per questo motivo il personale della Squadra Mobile di Foggia ha tratto in arresto il 20enne N.A.

Le indagini sono partite dopo la querela presentata in questura nei mesi scorsi dalla giovane donna che evidenziava il comportamento violento, aggressivo e offensivo tenuto dal marito. Ingiurie, aggressioni e minacce sembra fossero all’ordine del giorno.

Dopo un periodo di fidanzamento, la 18enne era andata a convivere con il fidanzato e lo aveva successivamente sposato come prova per ammorbidire i genitori contrari da sempre a quel rapporto. Purtroppo per lei, nel corso del rapporto coniugale, sarebbe emerso il carattere violento del marito. Tanto da convincerla a prendere il figlioletto e ad andare a vivere nuovamente con il padre e la madre.

Poco più di un mese fa l’indagato avrebbe aggredito la moglie sia fisicamente che verbalmente, umiliandola e colpendola al viso con schiaffi e rivolgendole minacce ed offese indirizzate anche alla sua famiglia. Ma ancora prima, a settembre, la ragazza si era recata a casa della suocera per chiederle di convincere il marito a togliere da Facebook le foto del loro figlio pubblicate da due cuginette di N.A. Al rientro a casa aveva avvertito del fatto anche il coniuge, scatenando in lui una reazione violenta sfociata in un’aggressione nei confronti della moglie e del figlioletto.

Il GIP nell’ordinanza di custodia cautelare in carcere dichiarava che il racconto della giovane donna aveva trovato significativi e puntuali riscontri nella documentazione medica, nelle perquisizioni e sequestri, definendo il N. A. protagonista di atti violenti connessi e cementati in maniera indissolubile dalla volontà unitaria ed inscindibile di sottoporre la moglie a continuative ed abituali sofferenze fisiche e morali, ancor più riprovevoli perché posti in essere alla presenza di un bimbo di pochi mesi che involontariamente è stato vittima della furia del padre.

All’atto dell’esecuzione della misura cautelare in carcere, l’indagato era presente nella casa coniugale assieme alla moglie ed al figlio. La giovane donna riferiva che da circa una settimana si era rappacificata con il coniuge, in quanto aveva voluto dargli un’ulteriore possibilità per salvare il matrimonio, peraltro contratto da solo pochi mesi.

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