La 'Fase 2' dei senzatetto a Foggia, smantellato il dormitorio provvisorio della 'Taralli': "Non ci sono alternative"

Riprendono le attività sportive e i clochard tornano in strada. Trovata una sistemazione per tre senza fissa dimora più fragili. Speranze riposte ora nel Piano Locale di Contrasto alle Povertà, rallentato dal Covid

Il dormitorio nella palestra Taralli

Il dormitorio allestito nella palestra Taralli di Foggia è stato smantellato. Riprendono le attività sportive, torna in funzione e l'esperienza temporanea di accoglienza finisce qui. Già da ieri i senzatetto sono tornati in strada. Non ci sono alternative, perché i locali della parrocchia di Sant'Alfonso de' Liguori, nonostante tutte le precauzioni adottate, erano già stati bocciati dall'Asl.

A ripercorrere l'intera vicenda e a inchiodare ciascuno alle proprie responsabilità è il direttore del 'giornale di strada' Foglio di Via e volontario dell'associazione Fratelli della Stazione Emiliano Moccia: "Sia l’Asl di Foggia così zelante lo scorso marzo, sia il Comune di Foggia che è convinto di aver fatto abbondantemente la propria parte, avrebbero dovuto trovare un’alternativa all’interruzione del servizio di accoglienza. Ma hanno perso una bella occasione. Come sempre del resto".

Non fa sconti nemmeno alla Chiesa, per quel "rumoroso vuoto dei suoi spazi". Recita pure un mea culpa, perché i volontari, affannati a tamponare le emergenze, arrivano tardi nella programmazione degli interventi.

"L'emergenza quotidiana dei senza tetto non riguarda la collettività e può protrarsi in eterno", è l'amara constatazione del direttore di Foglio di Via. A parlare è anche la delusione e lo sconforto di un volontario che insieme agli altri capitanati dal presidente Leonardo Ricciuto si è sbattuto per cercare una soluzione sin dal 9 marzo, quando causa Covid la parrocchia al rione Candelaro, in via precauzionale, aveva scelto di interrompere il servizio, per poi riaprire dopo dieci giorni riorganizzando gli spazi nel rispetto delle prescrizioni. Ma "l’Asl di Foggia, dopo sei anni di totale indifferenza al destino del dormitorio di Sant’Alfonso de’ Liguori, era stata colta da un improvviso senso del dovere igienico-sanitario e dopo aver effettuato un sopralluogo aveva dato parere negativo per quanto riguardava la sicurezza dei locali della parrocchia di Sant’Alfonso de’ Liguori adibiti (come sempre) in dormitorio d’accoglienza - spiega piccato Emiliano Moccia - Il verdetto negativo riguardava sia le distanze (anche se gli ospiti erano stati divisi in due strutture diverse) sia la presenza di bagni chimici installati in quanto i locali del teatro erano privi di servizi igienici".

Il presidente dei Fratelli della Stazione aveva interpellato allora il responsabile del Centro Operativo Comunale (attivato per l'emergenza Coronavirus) Luigi D’Agrosa e l’amministrazione comunale di Foggia aveva messo a disposizione la palestra Taralli. "Ci sentiamo di ringraziare di cuore i volontari della Cisa Coordinamento Italiano e Sicurezza Ambientale Protezione Civile - dice ogi Emiliano Moccia - che in questi mesi hanno assistito h24 i senza dimora al dormitorio con grande spirito di servizio e di amicizia".

Con la Fase 2, però, la vita riprende e non c'è più posto per i senzatetto. È un'altra brutta tegola per i Fratelli della Stazione che da due settimane hanno ripreso anche il servizio nel quartiere ferrovia. In questi giorni i volontari hanno provato disperatamente a ricollocare i senza fissa dimora più fragili, ma hanno incassato anche tanti sonori no. Hanno trovato una soluzione per tre di loro, grazie alla comunità di Emmaus e alle donazioni ricevute che consentiranno a due clochard in precarie condizioni di salute di pernottare in un B&B.

L'auspicio ora è che parta al più presto il Piano Locale di Contrasto alle Povertà, rallentato dall'emergenza Covid e dalle incombenze dei Servizi sociali concentrati sui buoni spesa. "Così - è la speranza di Emiliano Moccia - si potrebbe trovare una soluzione concreta e strutturata".

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