Apricena, la città del marmo e della pietra porta d'ingresso del Parco del Gargano

Alla scoperta di Apricena il primo centro di produzione ed esportazione di marmo del meridione

Apricena, o La Prucìne in dialetto, è un comune situato alle porte del Gargano e conosciuto anche come 'La città della pietra e del marmo'. Infatti, è nota per l’esportazione della pietra e per essere il primo centro di produzione di marmo dell’Italia meridionale.

Cosa fare ad Apricena

Rasa al suolo dall’imponente terremoto del 1627 e totalmente ricostruita, olltre al suo centro storico, il viaggiatore non può non visitare il palazzo baronale costruito sui resti della domus federiciana e il santuario mariano diocesiano SS. Incoronata fondato nel lontano 1764, dove si narra sia avvenuto il primo miracolo, ossia la statua della Madonna mosse gli occhi. Ad Apricena ci sono tanti palazzi storici e religiosi. La Torre dell’orologio - che in origine era il campanile di una chiesa dedicata a San Martitno - è tra i pochi edifici antichi sopravvissuti del centro storico di Apricena.

E' la porta di ingresso per visitare il Parco Nazionale del Gargano e immergersi nel suo fantastico e spettacolare territorio.

La tradizione vuole che Federico II, frequentasse queste zone, per praticare la caccia, poiché ricche di boschi e selvaggina. In una faticosa partita di caccia uccise un grosso cinghiale, ed alla sera il cinghiale venne preparato per la cena apri cena e da questo episodio avrebbe preso il nome il paese. L’episodio è ricordato dallo stemma comunale: un cinghiale trafitto da una freccia; ed una antica lapide inserita nella Torre dell’orologio riportava: coena dat et aper nomen tibi Apricoena che la tradizione vuole dettata dallo stesso Federico.

Leggenda a parte, la zona era ricca di boschi nei quali cinghiali e maiali prosperavano che uno dei primitivi nomi dell’abitato era Porcina. Questa tradizione, al di là dell’episodico, ci informa, comunque della frequentazione del luogo da parte di Federico II, il quale vi edificò un castello dove sistemò un certo numero di suoi Saraceni per meglio controllare il territorio.

Dopo Federico II per Apricena inizia una storia comune agli altri paesi garganici: un susseguirsi di feudatari che poca traccia hanno lasciato di sé. Di questo passato hanno lasciato solo il palazzo baronale costruito nella seconda metà del seicento sui ruderi di un presunto castello federiciano. Il palazzo baronale è tra i pochi edifici antichi sopravvissuti. Risultato di molti rimaneggiamenti venne iniziato dal barone Scipione Brancia nel 1658 probabilmente sulle rovine di una precedente struttura difensiva di Federico II.

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Fonti: wikipedia; viaggiare in puglia, parco del gargao

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