Marasco vuole riportare i foggiani al voto. Poi svela tradimenti, retroscena e anomalie

Ad un mese e mezzo dal risultato elettorale, il candidato del centrosinistra fa' il punto della situazione, tira le somme di una campagna elettorale complessa e - perché no - si toglie anche qualche sassolino dalla scarpa

L'avv. Di Pardo e Marasco

Un lungo documento, letto tutto d’un fiato. Ad un mese e mezzo dal risultato elettorale, Augusto Marasco fa il punto della situazione, tira le somme di una campagna elettorale complessa (“che ha ficcato il veleno nelle urne”, spiega) e si toglie anche qualche sassolino dalla scarpa. Nell’aula consiliare del Comune di Foggia, Marasco legge i suoi appunti, divisi sommariamente in macro temi: chiarisce e accusa, para i colpi e anticipa eventuali critiche. Soprattutto, dà formalmente il via a due distinte operazioni.

IL RICORSO. La prima è finalizzata aridare il voto ai foggiani, attraverso il ricorso - ora formalmente ufficializzato - annunciato già all’indomani del ballottaggio e teso ad accertare alcune anomalie riscontrate durante le operazioni di spoglio in almeno 40 sezioni; la seconda è la nascita di un coordinamento, denominato ‘Foggia 2019’, che avrà il compito di “non disperdere e sprecare le energie nuove, positive, catalizzate per questa tornata elettorale”.

IL RICORSO NEL RICORSO. Per il ricorso si è affidato all’esperienza dell’avvocato Salvatore Di Pardo, esperto del settore, che spiega: “Abbiamo potuto esaminare solo una parte della documentazione. Dopo 20 anni di attività e tante cause elettorali, per la prima volta non mi sono state date le carte che permettono di esercitare il controllo. Difatti abbiamo proposto già un primo ricorso per acquisire tutta la documentazione necessaria”.

DUE IPOTESI. “Sulla base delle carte in nostro possesso, abbiamo già rilevato irregolarità macroscopiche e aspetti veramente sconcertanti”. Il ricorso elettorale dunque si farà e sono due le strade percorribili: una finalizzata al riconteggio dei voti espressi in tutte le schede, anche quelle annullate (a ragione o a torto, poi si vedrà); l’altra, più drastica, è finalizzata all’annullamento del risultato elettorale e all’indizione di nuove votazioni. L’indirizzo da percorrere verrà definito in base agli elementi che verranno raccolti dall’analisi della documentazione nella sua interezza.

I VELENI DELLE PRIMARIE. L’occasione di questo incontro, ha permesso a Marasco di fare anche un po’ di sana autocritica, di valutare cosa non ha funzionato nella macchina elettorale, chi ha tradito e perché. “Di certo il fronte civico è stato fortemente sostenuto da quella che io chiamo la ‘corrente del risentimento delle primarie del 9 marzo’, eccezion fatta per le leali eccezioni di Frattarolo e Abate. Sono quelli che hanno tradito i loro stessi patti che hanno giocato, più o meno scopertamente, a sfasciare”, ammette.

RIMPIANTI E FUTURO. Lascia trasparire la delusione, ancora cocente, per ciò che poteva essere e invece non è stato: “Avevamo davanti un’agenda politica di grande qualità, con relazioni nazionali ed internazionali già tessute: questa volta non dovevamo permetterci errori. Tutta la coalizione, però, adesso deve insistere con quell’azione di rinnovamento che è stata contrastata con tutti i mezzi, anche quelli più spregiudicati”, spiega Marasco, “come chi si fregia dei valori della tradizione socialista e poi vota ed invita a votare il candidato della destra. Anche questo è stato un fattore inquinante, che ci è stato rovesciato addosso piuttosto che essere gogna pubblica per chi se ne è reso protagonista. Troppe persone perbene hanno creduto e credono in questo progetto di rinnovamento. Per questo, dobbiamo andare avanti con umiltà, con fatica e orgoglio”.

ANOMALIE ELETTORALI. Per quanto riguarda, invece, il ricorso specifica: “Sarà un provvedimento non contro qualcuno, ma per qualcosa”. Ovvero, teso ad appurare le tante anomalie riscontrate dall’ufficio elettorale centrale, “segnalazioni di schede rese nulle nonostante segni inequivocabili sul nome marasco, o su una lista ad esso collegata oppure sulla lista collegata con la scritta marasco accanto”. E anticipando la domanda, risponde: “Si è vero che potevamo contestare le anomalie durante lo spoglio ma non avevamo rappresentanti di lista in numero sufficiente e soprattutto non abbiamo saputo organizzarci”.

CICCIO E FRANCO. Poi torna indietro negli anni, fino al 2009. E ricorda quando Landella contestava il risultato elettorale di Mongelli a favore di Santaniello. “Allora l’attuale sindaco, come consigliere anziano (a proposito di rinnovamento!), fece saltare la seduta di insediamento con giuramento del sindaco”. “Oltre a Franco, poi, ricordo anche a Ciccio, il vicesindaco, che nel 2004 fece fuoco e fiamme al Tar riuscendo a cacciare Lucia Lambresa dal consiglio comunale pur di entrare lui, come primo dei non eletti di Alleanza Nazionale. La storia si ripete - puntualizza amaro Marasco - anche quest’anno da non eletto D’Emilio ha fatto fuori un’altra donna, ma questa volta direttamente dalla Giunta e senza affrontare le spese del giudizio”.

L’OPPOSIZIONE. “Noi pensiamo che il consiglio comunale non sia legittimato da un voto che ci appare opaco negli esiti ed inficiato nel procedimento elettorale. Intendiamo fare una opposizione dura dal primo secondo, perché già in un mese e mezzo dal voto abbiamo riscontrato decisioni e atteggiamenti che vanno contrastati con forza. A Palazzo di Città ci organizzeremo con un coordinamento e una stagione di importanti impegni politico-elettorali, ma per ora credo sia saggio lasciare ai vari gruppi consiliari e partiti politici l’autonomia necessaria per sviluppare i rispettivi profili”.

FOGGIA 2019. Per quanto riguarda invece le scelte politico-amministrative, Marasco sta mettendo a punto una nuova modalità per esaminare e controllare, congiuntamente e coordinatamente, gli atti e gli indirizzi che matureranno per iniziativa della giunta comunale. “Non disperderemo forze e competenze, troveremo il modo per far pesare la voce della minoranza e dialogare con la città. Organizzeremo iniziativa politica in città, scendendo in campo con la denominazione ‘Foggia 2019’ perché gli spunti che abbiamo elaborato e proposto in campagna elettorale, sono certo, torneranno utili

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