Primarie, Marasco #foggiasenzabuche: "Ecco come si potevano riparare le strade"

Il candidato sindaco alle primarie del centrosinistra di Foggia spiega, con un'infografica e un video, come si potevano rifare 14 chilometri di strade urbane

L'infografica sulle buche stradali

“L’anno scorso, con i soldi che si era riusciti a recuperare dagli interventi edilizi, si sarebbero potuti rifare completamente circa 14 chilometri di strade urbane, il 16 per cento di tutta la rete cittadina”. Augusto Marasco, candidato sindaco di Foggia alle primarie del centrosinistra, lancia un esperimento di “proposta politica fondata sui numeri, non solo per contestare una guida vecchia e avanzare la proposta di una nuova ma per far comprendere ai cittadini che, a prescindere dalle risorse scarse, il problema è sempre cosa si sceglie di fare”.

Con uno dei suoi ‘maraschini’, i mini-video realizzati dalla Wild Rat Film, già protagonista dell’exploit virale del flash-mob animato dai ragazzi del Conservatorio foggiano, e un’infografica diffusa dalla pagina Facebook ‘Augusto Marasco Sindaco’, l’architetto spiega come si poteva affrontare il problema delle buche stradali, tra i più pesanti della vita quotidiana cittadina. “Non è certo una singolarità di Foggia dato che i tagli statali hanno messo a dura prova tutte le Amministrazioni comunali d’Italia – osserva Marasco – ma certe condizioni non si possono solo subire, bisogna fare di necessità virtù e rispondere prioritariamente a esigenze che oltre a riguardare il decoro urbano colpiscono i beni privati e la stessa incolumità dei cittadini”.

Il candidato sindaco spiega che, nel 2013, sono stati incassati ben 1 milione e 429 mila euro dagli oneri di urbanizzazione, rispetto a una previsione di circa 800 mila euro approvata dal Consiglio comunale. Considerando in 100 euro il costo di un ‘pacchetto’ di lavori per riparare un metro quadrato di strada, si sarebbe potuto mettere a posto circa 14 chilometri. Ciò a fronte di una spesa che, ogni anno, pesa per 400 mila euro nel bilancio comunale a cui se ne aggiungono altrettanti di quei costi nascosti costituiti dai risarcimenti per i danni provocati alle persone e ai veicoli dalle buche stradali.

“Si parla tanto di città smart che, tradotto dall’inglese, significa città intelligente – conclude Marasco – e mi pare non ci vogliano gli scienziati a capire che assegnare alla riparazione e manutenzione delle strade la priorità, significherebbe cominciare a intaccare quei 400 mila euro di costi annui per rimborsare gli incidenti causati dalle buche”.

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