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Primarie, voto inquinato? Cislaghi: "Proposti pochi euro per votare candidato sindaco"

Il segretario del Prc ha presentato ricorso al comitato di Garanzia avanzando una serie di dubbi sul regolare svolgimento della competizione elettorale

La circostanza, se confermata, è grave e rimetterebbe tutto in discussione: equilibri, maggioranze, vittorie. A portarla alla luce è Fiorenzo Giorgio Cislaghi, segretario del circolo “CheGuevara” di Foggia che, insieme ai Giovani Comunisti tesserati al circolo, ha presentato un ricorso al Comitato di Garanzia in merito alle modalità di voto delle primarie del centro sinistra dello scorso 9 marzo.

“Abbiamo avuto la segnalazione che giovani erano stati avvicinati nel pomeriggio del 9 marzo ed era stato loro proposto di andare a votare per un candidato sindaco alle primarie del centrosinistra dietro compenso economico di pochi euro”, spiega. “Le stesse persone hanno anche proposto loro di rendersi disponibili per andare a votare alle elezioni del 25 maggio, quelle vere, per importi notevolmente più elevati. Peccato, per chi ha fatto l’offerta, che tra questi giovani ci fossero anche Giovani Comunisti tesserati al circolo Che Guevara e, da questi, sono stati allontanati con i dovuti modi”.

A seguito di tale episodio, di cui il circolo CheGuevara ha quindi conoscenza diretta, è stato presentato un ricorso con il fine di fare piena luce sui retroscena delle primarie, “retroscena inquietanti e che hanno destato più di una perplessità, mai confessate, nel comitato organizzatore”. “Abbiamo raccolto molte testimonianze della partecipazione al voto di esponenti della destra estrema e per verificarne la fondatezza abbiamo chiesto al comitato organizzatore di potere avere gli elenchi dei votanti. Inspiegabilmente non ci è stato permesso di averne subito una copia ma, anzi, i tabulati non erano reperibili nella sede del PD dove dovevano essere custoditi e tenuti a disposizione di tutti i partiti della coalizione”.

Tanti i dubbi e interrogativi avanzati da Cislaghi: il PD, cittadino e provinciale, si sono resi conto che le primarie di coalizione sono state organizzate da ben nove partiti del centrosinistra? Perché nei moduli su cui si raccoglievano le firme degli elettori non è stata riportata la dichiarazione di adesione ai valori del centrosinistra nonostante questo sia stato espressamente richiesto da tutti i componenti il comitato organizzativo? Perché non è stata inserita la liberatoria che ne avrebbe permesso l’utilizzo per l’invio di materiale elettorale da parte dei partiti della coalizione e, contemporaneamente, lo sbugiardamento degli elettori di destra?

“Questi nostri dubbi - continua Cislaghi -  trovano conferma nelle modalità, contestate, con cui la Commissione dei Garanti ha risposto al nostro ricorso: senza la presenza del ricorrente; senza la presenza della maggioranza dei componenti della commissione (solo quattro su nove). E’ evidente, per noi, il tentativo di far calare frettolosamente il sipario sulle primarie del 9 marzo per lasciare solo il ricordo di una partecipazione di massa che è andata oltre ogni aspettativa come è evidente il tentativo del PD di riprendersi una centralità politica che, in città, non ha più da molto tempo”.

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