La Giunta spacca il Nuovo Centrodestra. Di Mauro: “Perché D’Emilio vicesindaco e non Mari?”

Scricchiola il Nuovo Centrodestra cittadino. Di Mauro contro gli ex UdCap. Mari: "Di Giuseppe e De Leonardis s sono opposti quando Landella mi ha chiesto di stare al suo fianco"

Raffaele Di Mauro e Ilaria Mari

Prime crepe nel Nuovo Centrodestra foggiano. Archiviata l'euforia da campagna elettorale, il partito di Alfano scricchiola al primo banco di prova politico, mostrando tutta la debolezza di una fusione frettolosa ed "a freddo" tra molteplici anime, dagli ex Pdl agli ex Udcap, diverse per passato, età e sensibilità.

Lo hanno sperimentato sulla propria pelle gli Innovatori, gli ex giovani Pdl  guidati da Raffaele di Mauro, vistosamente assenti nella prima giunta Landella, nonostante detentori del primato Ilaria Mari, record woman di preferenze (762) alla recente tornata elettorale. Corteggiatissima assessora in pectore fino all'ultimo, la Mari è rimasta clamorosamente fuori al fotofinish. Per i veterani del partito, la punizione per aver "preteso" anche la carica di vicesindaco. Una tesi che la giovane avvocatessa rigetta in toto convocando una "doverosa" conferenza stampa.

Ad accompagnarla proprio da Di Mauro, i "parenti coltelli" che si sarebbero contesi l'assessorato fino all'ultimo. "Una cattiveria messa in giro dal partito" smentisce la Mari. "Piuttosto sono loro che mi hanno corteggiata per settimane nonostante i miei no, salvo opporsi quando il sindaco Landella mi ha chiesto di essere al suo fianco. Perché è stato il sindaco a chiedermelo" precisa Mari. Il "loro" è riferito ai registi Udcap Franco Di Giuseppe e Giannicola De Leonardis. Coloro che fino all'ultimo hanno tentato l'ingresso in consiglio del fedelissimo Cristiantielli. "Mi hanno chiesto un gesto d'amore a favore dei non eletti. Salvo poi opporsi al mio ruolo di vicesindaco. Per principio, ho rinunciato a tutto. Mi rendo conto che sono stata usata, ero solo un mezzo" affonda ancora la giovane avvocatessa.

Va giù più duro Raffaele Di Mauro: "La proposta di Landella era di una intelligenza estrema ed andava nel solco del tanto desiderato rinnovamento. Ce lo hanno impedito". Per Di Mauro, il problema non è gestionale ma politico: "Ci chiediamo perché debba essere vicesindaco il  primo dei non eletti (Ciccio D'Emilio, ndr) piuttosto che la prima degli eletti. Vogliamo una risposta. Così come una risposta va data al metodo di scelta degli assessori: solo i candidati. Lo abbiamo accettato. Ma è sbagliato. Non siamo una lista civica. E' il partito che deve indicare gli assessori" tuona ancora Di Mauro che osserva come lo stesso metodo imposto sia stato poi clamorosamente smentito dalla nomina in giunta di Carla Calabrese, non candidata nella recente tornata. "Non è una questione personale. Ma politica. A trattare ci andavano Di Giuseppe e De Leonardis. Il partito, invece, aveva delegato me e Biagio Di Muzio" si sfoga Di Mauro, forse tardivamente.

"Di tutto questo il partito è a conoscenza" aggiunge. Quindi manda a dire agli ex Ucap: nessuno strappo, "anche  perché qui il Nuovo Centrodestra siamo noi. E chiediamo rispetto delle reciproche intelligenze. Nessuno è padrone di qualcun altro". E sul prossimo congresso (pallino di Di Mauro, che non disdegnerebbe correre per la poltrona di segretario) avverte: "ci saremo e saremo incisivi". Così come sulla prossima nomina di capogruppo "decideremo noi consiglieri" puntualizza Mari che dichiara di parlare anche a nome del consigliere Luigi Fusco. "Anche lui ha preso le distanze da questo modo di procedere".

Insomma, un je accuse a 360 gradi che mette in guardia anche il sindaco rispetto alle prossime nomine di sottogoverno: "Chiediamo di essere presi in considerazione. Se così non sarà,  la considereremo una ripicca per il no odierno di Ilaria Mari". Al momento di guerra non può si può ancora parlare. Ma i fucili sono stati caricati. E puntano dritti alla conferenza stampa che il partito ha convocato per domani, presso la sede ex Ucap, per presentare i neoassessori.

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