Martedì, 28 Settembre 2021
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L'opera di Livia Paola Di Chiara esposta da Òctobit a Foggia

Tre trittici di scatti per indagare Identità/Alterità/Intimità

Oltre un anno di pandemia ha appiattito il nostro sguardo su una definizione, 'anziani', schiacciata da una inesorabile contabilità a due dimensioni: età e numeri. In realtà e nella realtà esistono le persone. Una pluridimensionalità che un’opera, quella dell’artista Livia Paola Di Chiara, apre al nostro sguardo con la chiarezza e la potenza di un’alba che schiude il cielo a un nuovo giorno.

Da oggi, Òctobit ospiterà nel suo studio di Foggia i tre trittici di scatti di Livia Paola Di Chiara, un’artista che svolge un’attività legata in maniera antropologica e sociale alla cultura rurale e ai suoi aspetti sottesi.

I.A.I. è l’acronimo - Identità/Alterità/Intimità – che dà il titolo all’opera.  

Al centro del ‘fuoco’ della macchina fotografica ci sono tre donne: Angiolina Meninno, Concetta Costantino e Rosina Abbondandolo, che avevano rispettivamente 100, 85 e 75 anni quando nel 2013 furono realizzate le foto che le ritraggono.

Tre scatti, tre pose e due espressioni del volto fanno emergere una sfera emozionale in cui l’Identità definisce l’ordinario, l’Alterità circoscrive la consuetudine e l’Intimità apre allo scenario confidenziale e familiare di una bellezza altrimenti racconta nella compostezza di una pettinatura tradizionale e nel pudore delle convenzioni sociali.

Il progetto, fruibile nella sua interezza tramite uno smartphone, utilizza il web come prerogativa d’accesso alla sfera del privato, evocando un paradosso: il QRcode, comunemente utilizzato come strumento di connessione ad un sapere diffuso, diventa il varco per una visione intimistica del soggetto ritratto.

L’autrice illustra la sua opera in un video: https://www.youtube.com/watch?v=Q9uWzRG4lWg

La ricerca di Livia Paola Di Chiara indaga i molteplici aspetti della tradizione rurale da cui proviene e dalla quale è influenzata, e si traduce in lavori che guardano con elementarità a questo mondo complesso, studiandone i concetti più vari e interconnessi. I suoi progetti ispezionano il vissuto familiare, la tradizione, la memoria, il rito e procedono con l’indagine del paesaggio e la possibilità di reinventarlo attraverso la land art e l’art in nature, con lavori che guardano alla natura e alla sua stagionalità, alla caducità dei materiali e alla persistenza della memoria oltre l’oggetto artistico.

Livia Paola Di Chiara vive tra la Capitanata e l’Irpinia. Realizza workshop, progetti didattici e attività di mediazione e di ricerca nel campo dell’arte contemporanea.

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