Il 'Braille' come strumento di emancipazione nel libro di Michela Lembo: "Aiuta la crescita culturale dei non vedentI"

Il libro della giovane insegnante originaria di Pietramontecorvino, edito Temperino Rosso Edizioni e pubblicato lo scorso 3 ottobre: "Quando si comunica non conta solo il codice che si utilizza, ma anche la conoscenza culturale degli interlocutori"

La conoscenza delle lingue straniere è oggi fondamentale per la comunicazione, ma lo è altrettanto la conoscenza di codici come il Braille per permettere l’emancipazione dei non vedenti nella nostra società”. È da questa consapevolezza che nasce il libro di Michela Lembo, giovane insegnante di inglese di Pietramontecorvino laureatasi all’Università degli studi di Urbino “Carlo Bo”, che il 3 ottobre ha esordito nel panorama editoriale italiano con “Il Braille strumento di emancipazione culturale”.

Pubblicato dalla Temperino Rosso Edizioni di Brescia, il libro nasce inizialmente come tesi triennale dell’autrice, dopo il tirocinio formativo svolto presso l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Pesaro. Durante questa esperienza, resta affascinata nello scoprire l’importanza del codice Braille anche nella comunicazione interculturale: da qui, l’idea di raccontare gli apprendimenti e gli studi attraverso un libro.

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Risulta necessario – afferma l’autrice - comprendere che quando si comunica è importante non solo il codice che si utilizza, ma anche la conoscenza della cultura dei nostri interlocutori. Il libro vuole evidenziare non solo il problema della differenza linguistica tra i vari codici Braille, ma anche quello delle differenze culturali. Considerando ad esempio l’Italia, la Spagna e il Regno Unito, non sono pochi i fattori da prendere in considerazione, che rendono diverso l’approccio culturale con un non vedente. La disabilità visiva accomuna molte persone che vivono in paesi differenti, e la comunicazione, ovvero il passaggio di un messaggio da un mittente a un destinatario, assume una maggiore complessità quando diventa interculturale. Il Braille – conclude - può essere considerato un codice comunicativo che non solo aiuta l’apprendimento e la conoscenza, ma rende possibile la realizzazione di una efficace comunicazione, con cui i non vedenti possono crescere dal punto di vista culturale, affermando la loro autonomia ed emancipazione nella società”. 

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