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"Giorgio Napolitano. Unità D'Italia e Mezzogiorno" dal 14 in libreria

Scritto da Giovanni Dello Iacovo per le Edizioni Sudest è in uscita in tutte le librerie in concomitantza con il 150° anniversario dell'Unità D'Italia al costo di 8 euro

Dal 15 maggio 2006, giorno in cui giura, davanti al Parlamento in seduta comune, come undicesimo presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano ha via via tessuto un discorso forte e argomentato sul Sud e sull’Unità d’Italia, sfidando luoghi comuni e semplificazioni e rivelando un’attenzione continua, non banale, moderna al tema del divario tra Nord e Sud.

È un “discorso” che si frammenta nelle occasionali sollecitazioni offerte dalle tribune pub-bliche, dal ruolo e dagli eventi. La cronaca insegue quei frammenti selezionando le “parole d’ordine” che più immediatamente si affiancano ai fatti del giorno oppure si prestano a diventare il controcanto del dibattito politico-istituzionale corrente. Finiscono spesso fra gli “scarti” le riflessioni più dense dei significati connessi alle funzioni e al magistero civile che si esercita dal Quirinale, sacrificate per tenere alta la tensione retorica con cui si monta la dialettica politica quotidiana.

Giovanni Dello Iacovo ha ricostruito quel filo nel libro “Giorgio Napolitano. Unità d’Italia e Mezzogiorno”, scritto per le Edizioni Sudest (pp. 120, euro 8) che esce lunedì 14 marzo, mentre l’Italia celebra il 150° anniversario dell’Unità. Ne emerge un rigore culturale, una visione storica nazionale, aperta e approfondita, e una vena quasi pedagogica che farebbe pensare che il capo dello Stato stia promuovendo un uso pubblico della storia come enzima per la definitiva modernizzazione dell’Italia, in una fase in cui l’urgenza della semplificazione sfocia nell’immiserimento degli argomenti e nell’indifferenza rispetto alla complessità.

L’analisi incrocia e sistema cinquantuno interventi del capo dello Stato, tentando di met-terne in luce il filo conduttore che parte dalla constatazione del «grave deficit di conoscenze storiche diffuse di cui soffrono intere generazioni in Italia», come Napolitano rilevò a febbraio dell’anno scorso.

Da uomo del Sud, il presidente contesta vibratamente le tesi «di un Mezzogiorno ricco, economicamente avanzato a metà Ottocento, che con l’Unità sarebbe stato bloccato e spinto indietro sulla via del progresso». Ma non manca di evidenziare le criticità che hanno accompagnato il processo unitario e che, ai giorni nostri, continuano ad approfondire il divario tra Nord e Sud del Paese. Storia, Costituzione, economia, politica e politiche per lo sviluppo: il presidente tocca tutte le corde della questione nazionale.
 

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