Ecco la ‘moneta complementare’, la proposta del Movimento 5 Stelle per “rilanciare l’economia locale”

E’ stata presentata stamani la Proposta di Legge a prima firma del consigliere Antonio Trevisi: uno strumento di scambio non monetario creato dal basso

Introdurre in Puglia, sull’esempio delle esperienze già attuate in altre regioni (la prima è stata la Sardegna con “Sardex”), il sistema della “moneta complementare”. È quanto prevede la Proposta di Legge “Promozione di un circuito di compensazione regionale multilaterale e complementare in attuazione di un modello di economia solidale nel sistema delle imprese” presentata dal M5S a prima firma del consigliere Antonio Trevisi, i cui contenuti sono stati illustrati questa mattina in conferenza stampa.

Il sistema della “moneta complementare” rappresenta uno strumento di scambio non monetario creato dal basso, grazie al quale le imprese pugliesi potranno acquistare e vendere beni e servizi senza esborso di denaro, attraverso un sistema di compensazione di crediti e debiti commerciali a tasso zero. Il sistema permetterà alle imprese di ridurre la loro esposizione creditizia nei confronti del sistema bancario; di avere maggiore rapidità ed aumento dei volumi di scambio di beni e servizi; di allargare il mercato locale di riferimento.

A titolo di esempio, si immagini che l’azienda pugliese X abbia 1.000 bottiglie di vino da vendere per il valore di 15.000€, prima di poter usufruire di liquidità da reinvestire dovrebbe attendere di venderle. In alternativa potrebbe chiedere di entrare nel circuito della “moneta complementare” pugliese, che potremmo chiamare “Pugliex”, dove verrebbe ammessa solo dopo che il gestore (selezionato con bando pubblico e sotto il controllo della Regione) ne abbia verificato la virtuosità (ad es.secondo requisiti di impatto ambientale o di trattamento dei lavoratori). Il primo vantaggio immediato è: 1) l’azienda X riceverebbe da subito una liquidità a tasso zero in termini di 15.000 “Pugliex” (il rapporto “Pugliex”-Euro è 1:1) che potrebbe immediatamente investire in pubblicità o altre attività acquistate da altri soggetti aderenti al circuito, generando sin da subito, ricchezza senza dover attendere di convertire quel corrispettivo in denaro con la vendita delle 1000 bottiglie. Gli altri vantaggi non indifferenti sono che la “moneta complementare”, circolando solo in Puglia, permetterebbe: 2) di potenziare la filiera locale e di aiutare tutte e solo le imprese pugliesi 3) dal momento che al circuito possono aderire solo le imprese virtuose, si creerebbe un incentivo alla “virtuosità” per tutte le aziende pugliesi che solo così potrebbero usufruire dei vantaggi offerti dalla “moneta complementare”.

“Grazie alla moneta complementare - ha spiegato Trevisi - sarà possibile attuare il modello dell’economia solidale nel sistema produttivo ed economico locale. Con questa proposta vogliamo fronteggiare la crisi di liquidità generata dal clima di sfiducia ormai diffuso tra gli operatori, permettendo loro di dotarsi di strumenti di scambio meno esposti al rischio in cui incorre la moneta ufficiale. In questa situazione, l’introduzione di un sistema di compensazione regionale complementare e multilaterale, su base volontaria, può favorire la ripresa dell’economia locale creando benefici potenziali per le imprese in termini di riduzione del fabbisogno di capitale circolante. Tutti i soggetti potranno collaborare al processo produttivo, verrà rafforzato il legame con il territorio e la fiducia reciproca tra gli operatori e ridimensionato il ruolo del mercato, anche con la creazione di nuovi posti di lavoro. Con la crisi economica di questi anni - ha continuato il consigliere pentastellato - si è resa necessaria l’introduzione di strumenti alternativi a quelli del credito bancario, in grado di mettere in condizione le imprese di scambiarsi beni e servizi senza l’intermediazione del circuito creditizio, e i lavoratori di disporre di maggior potere d’acquisto. Un circuito di moneta complementare regolamentato e di dimensioni adeguate potrebbe contribuire alla ripresa degli scambi e quindi al rilancio delle produzioni e dell’economia locale. Le “monete complementari”, infatti, quando ben regolamentate, portano vantaggi alle imprese (in termini di minor assorbimento di capitale circolante) e alle amministrazioni locali (in termini di rilancio dell’attività economica delle filiere territoriali, mantenendo in Regione la ricchezza prodotta). Questa proposta  - ha concluso Trevisi - dovrà trovare completa attuazione attraverso appositi atti della Giunta Regionale, preceduti da studi volti a valutare gli impatti degli interventi nel contesto imprenditoriale pugliese e i possibili modelli di applicazione nell’economia regionale, attraverso il supporto dell’IPRES”.

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