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53 lecci al posto dei pini abbattuti a Vieste: "Abbiamo 40 alberi in più". Ma la Lipu chiede di bloccare gli altri tagli: "Tutelare la nidificazione"

La Lega italiana protezione uccelli ha formalmente richiesto il blocco dei lavori per tutelare la nidificazione in atto di numerose specie protette. Intanto, in piazzale Paolo VI, sono stati piantati 53 lecci. Nobiletti accusa le associazioni: "Polemiche strumentali"

A Vieste tiene banco ancora l'abbattimento dei pini in piazzale Paolo VI. La rimozione degli alberi è stata decisa dall'Amministrazione comunale per i danni generati alla pavimentazione. "Mettono a rischio la vita degli anziani che frequentano il parcheggio quando c'è il mercato ortofrutticolo", aveva dichiarato alla fine di dicembre il sindaco Nobiletti, che aveva anche teso la mano agli ambientalisti, fervidi oppositori dell'abbattimento dei pini: "Se vogliono, acquisto 1000 pini e li andiamo a piantare insieme, ma non vicino a strade e piazze", aveva aggiunto. 

Nella giornata di lunedì, sui tagli arborei è arrivata una nuova richiesta di blocco dei lavori. Con una lettera a mezzo pec inviata all'Amministrazione Comunale e ai Carabinieri forestali, la Lega Italiana Protezione Uccelli ha formalizzato la richiesta di stop "a tutela e ai sensi di legge sulle nidificazioni in atto, esposto sui tagli effettuati". 

"Malgrado le vertenze della scorsa estate per questioni di pari oggetto, questa Amministrazione comunale sta procedendo ancora al taglio di essenze arboree nell’ambito della propria area urbana apparentemente senza i requisiti minimi di correttezza", scrive il delegato provinciale della Lipu Vincenzo Cripezzi, che poi ricorda come una analoga istanza era stata presentata l'8 giugno del 2020 e trasmessa ai medesimi destinatari: "In quell’occasione i tagli furono bloccati, per quanto poi eseguiti alcuni mesi dopo".

"Già nella mattina del 29 marzo - si legge nella missiva - tra le 9.30 e le 10.00, in occasione di 4 abbattimenti in piazzale Moro la scrivente telefonava alla Polizia Locale di Vieste e di rimando al Comune in indirizzo, interloquendo con il funzionario comunale La Tosa. Questi rappresentava la regolarità dell’intervento e la disponibilità a fornire documentazione senza tuttavia anticipare alcuna giustificazione sulla necessità di procedere in via d’urgenza in questo particolare periodo, riproduttivo per numerose specie di uccelli. Si apprendeva che i tagli continuavano fino al 31 dello stesso mese con l’abbattimento di 15 alberi in via Quasimodo e via Montale. Alla mattinata odierna (riferita al 12 aprile, ndr) si apprende ancora di ulteriori tagli (senza alcuna apposizione di tabelle di cantiere) a cura di una ditta incaricata dal comune che, tuttavia, non sembra fosse nemmeno munita di carteggi autorizzativi".

Cripezzi prosegue: "I pini domestici (Pinus pinea) di età avanzata (qualche decennio) interessati dai tagli, in tale periodo ospitano la nidificazione di numerose specie di uccelli selvatici, in gran parte protette (Verzellini, Verdoni, Tortore dal collare, Cinciarelle, Cinciallegre, Cardellini, ecc). La normativa vigente di cui alla Legge 157/92, art 21, comma 1, lett “o” predica il divieto di distruzione di uova e nidi di uccelli in periodo riproduttivo, per altro indipendentemente dallo status di specie protetta eventualmente coinvolta, che rappresenta solo una aggravante. A ciò si integrerebbe il Codice penale di cui agli artt. 635 e 544. Con la precitata nota dello scorso anno e con la presente, le figure responsabili dell’Amministrazione in indirizzo hanno assunto e assumono ogni piena consapevolezza e quindi responsabilità di carattere penale in relazione alle conseguenze derivanti dai tagli in epigrafe, quanto meno per le ragioni accennate (pieno periodo di nidificazione)". 

"Ove questa iniziativa derivasse da esigenze improcrastinabili di incolumità pubblica, al punto tale che dopo anni questi alberi (tutti e improvvisamente?!?!) siano pericolosi e da non poter (quanto meno) rimandare tale operazione al periodo post riproduttivo (ottobre), tale situazione dovrebbe essere accertata e dimostrata da una perizia, con relativa relazione di un fitopatologo. Poiché di parte, tale perizia dovrebbe essere resa, per ovvie ragioni, preventivamente disponibile alla cittadinanza affinché possa eventualmente contro dedurre. Di tutto ciò non si ha notizia alcuna", ha aggiunto il delegato della Lipu.

Pertanto, la Lega Italiana Protezione Uccelli chiede "all’Amministrazione comunale di Vieste di sospendere tutti i tagli previsti, almeno fino al periodo post riproduttivo onde evitare danni ulteriori alle nidificazioni in atto, di conoscere, altresì, copia in formato digitale di tutti gli eventuali progetti di riqualificazione e/o di messa in sicurezza e/o di determinazioni dirigenziali alla base di tutti i tagli effettuati e previsti, ivi comprese perizie (se presenti) inerenti lo stato di salute e/o relativa pericolosità delle essenze arboree coinvolte e/o relazioni del caso. Tale richiesta è da intendersi ai sensi delle vigenti leggi, anzitutto sull’accesso alle informazioni di carattere ambientale. Anzi, nel rispetto dei criteri di trasparenza della Pubblica Amministrazione nei confronti della pubblica opinione, si chiede che tale documentazione sia resa liberamente accessibile su apposito link del sito web del comune". 

Infine si chiede a Polizia Locale e Carabinieri forestali di "verificare la rispondenza degli atti e dei tagli già eseguiti rispetto alla legittimità (anche in ordine all’eventuale carattere di “improcrastinabilità”, oggettivo e “dimostrabile)” per quanto esposto".

Intanto, nei giorni scorsi sono stati piantati 53 lecci: "Abbiamo ridato decoro a un angolo della città che era diventato un pericolo pubblico. Abbiamo registrato episodi di persone anziane cadute rovinosamente sulle radici dei pini che avevano distrutto la pavimentazione del parcheggio", commenta il sindaco di Vieste Giuseppe Nobiletti: "Sono tutti abbastanza grandi, con una circonferenza di 35 centimetri circa. Nel giro di pochi anni avremo una ombreggiatura discreta".

Il sindaco del comune garganico rigetta al mittente le rimostranze degli ambientalisti: "Lo avevamo detto, la campagna da parte di alcune associazioni ambientaliste, che avevano addirittura invitato a boicottare Vieste, è andata male. Ci avevamo accusato che non avremmo neanche ripiantato gli alberi, invece ne abbiamo piantati 53 a cui vanno aggiunti i 19 piantati gli anni precedenti. Nella villetta, inoltre, sono stati rimossi 4 alberi e ripiantati 24. Se facciamo un po' di conti abbiamo circa quaranta alberi in più rispetto a quanti ce n'erano prima".

Nobiletti accusa il Wwf di aver generato una "polemica strumentale": "Presto ci saranno le elezioni, il Wwf ha fatto la sua scelta di campo". 

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