Martedì, 21 Settembre 2021

Cappato spinge i foggiani a firmare per il referendum sull'eutanasia legale: "I malati non hanno tempo"

Il comitato promotore punta a superare le 20mila firme in Capitanata. Servono volontari e autenticatori. "La politica da tantissimi anni non sa decidere, vogliamo che lo facciano i cittadini"

"Daniela è morta come non avrebbe voluto, perché aveva chiesto alla Asl di essere aiutata a morire. Aveva anche prenotato il viaggio in Svizzera. Non è arrivata in tempo. Questo è il problema: i malati non hanno tempo, non possono aspettare i tempi lunghi di una politica che da tantissimi anni non sa decidere, ecco perché vogliamo che decidano finalmente i cittadini con il referendum".

La testimonianza della sorella di Daniela: video

Marco Cappato, tesoriere dell'associazione Luca Coscioni, è rimasto in contatto fino all'ultimo con Daniela, la foggiana che a Roma ha vissuto il calvario di un tumore che non le ha lasciato scampo mentre chiedeva il suicidio assistito. È lui a lanciare ufficialmente a Foggia la campagna di raccolta firme per il referendum sull'eutanasia legale.

"Firmare per il referendum non significa avere già scelto - ha chiarito Cappato durante la presentazione - ma voler dare al popolo italiano la possibilità di scegliere tra un'eutanasia clandestina che c'è già, come ricordava sempre il professore Umberto Veronesi, e un'eutanasia legale fatta di regole, responsabilità e conoscenza".

Servono volontari e volontarie, autenticatori, avvocati. "Per raccogliere le firme è indispensabile una rete di volontari che è già arrivata quasi a 10mila persone e una rete di autenticatori che ha superato le mille persone, ma non sono ancora abbastanza - ha rimarcato il tesoriere dell'associazione Luca Coscioni - anche a Foggia abbiamo bisogno di altre persone che aiutino il gruppo che si è formato per poter consentire a tutte le persone di firmare".

I banchetti saranno allestiti a Foggia da venerdì a domenica, nell'isola pedonale, dalle 19.30 alle 23. Si può firmare anche nelle segreterie dei comuni sopra i 10mila abitanti.

La prima proposta di legge è del 1984. Sono passati 37 anni senza che mai il Parlamento italiano sia arrivato a discuterne in aula. Servono 500mila firme entro il 30 settembre. Il referendum è abrogativo. "In questo caso, si vuole abrogare una parte dell'articolo 579 del codice penale sull'omicidio del consenziente, in modo da consentire in Italia l'eutanasia legale come in Olanda, Belgio, Lussemburgo, Spagna da poco tempo".

I referendum days sono partiti già lo scorso weekend a Foggia. Si punta a superare le 20mila firme. In meno di un'ora, durante la presentazione, ne sono state raccolte 50. 

"Firmare per l'eutanasia legale - ha detto Cappato - significa lasciare la libertà a ciascuno di scegliere. Non c'è uno scontro tra i malati che vogliono vivere e quelli che vogliono morire, anche perché i malati che a un certo punto del loro percorso possono arrivare a voler morire fino al giorno prima si battevano con le unghie e con i denti per vivere, per curarsi, e solo oltre un certo livello di sofferenza poi si può arrivare a quelle decisioni. Non è uno scontro tra chi è per la vita e chi per la morte, c'è solo l'urgenza di consentire con le armi del diritto a ciascuna e a ciascuno di esercitare le proprie libertà".

La risposta dei foggiani finora è stata persino inaspettata, ha ammesso Aurelio Giallella, referente cittadino del comitato Eutanasia Legale Foggia, che insieme a Silvia Sole, referente dell'associazione Luca Coscioni, ha illustrato i dettagli della mobilitazione a Foggia e in Puglia.

Le maggiori remore dei cittadini che si avvicinano ai banchetti riguardano la componente religiosa: "Ma noi - afferma Giallella - spieghiamo che è una questione di civiltà". 

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