Paolo Giordano alla Ubik per 'Divorare il cielo'

Erano in tre ed erano molto giovani, poco più che bambini. Teresa li sorprende dalla finestra della sua casa estiva, in Puglia, mentre di notte, scavalcando la recinzione, fanno il bagno di nascosto, in piscina. Sono “quelli della masseria” e tutto ha inizio così nel nuovo romanzo di uno dei più importanti scrittori italiani che, a cinque anni di distanza dall’ultima volta in città, ritrova il pubblico di Foggia, ospite di punta del festival diffuso Libri & Dialoghi, organizzato da Ubik e Assessorato alla Cultura del Comune. Venerdì 6 luglio, alle ore 19, l’autore del premiatissimo La solitudine dei numeri primi (Mondadori), Paolo Giordano, presenta in Piazza U. Giordano, all’aperto, il suo ultimo, stupendo romanzo, Divorare il cielo (Einaudi, 2018): “un libro potente e generoso – com’è stato scritto in merito – che restituisce al lettore l'antica meraviglia di una grande storia in cui perdersi”. A conversare con l’autore torinese, il libraio Salvatore D’Alessio e la docente Mariolina Cicerale.

Divorare il cielo (Einaudi, 2018; pagine 438). “Quei tre ragazzi che si tuffano in piscina, nudi, di nascosto, entrano come un vento nella vita di Teresa. Sono poco più che bambini, hanno corpi e desideri incontrollati e puri, proprio come lei. I prossimi vent'anni li passeranno insieme nella masseria lì accanto, a seminare, raccogliere, distruggere, alla pazza ricerca di un fuoco che li tenga accesi. Al centro di tutto c'è sempre Bern, un magnete che attira gli altri e li spinge oltre il limite, con l'intensità di chi conosce solo passioni assolute: Dio, il sesso, la natura, un figlio”. Le estati a Speziale per Teresa non passano mai. Giornate infinite a guardare la nonna che legge gialli e suo padre, lontano dall'ufficio e dalla moglie, che torna a essere misterioso e vitale come la Puglia in cui è nato. Poi un giorno li vede. Sono «quelli della masseria», molte leggende li accompagnano, vivono in una specie di comune, non vanno a scuola ma sanno moltissime cose. Credono in Dio, nella terra, nella reincarnazione. Tre fratelli ma non di sangue, ciascuno con un padre manchevole, inestricabilmente legati l'uno all'altro, carichi di bramosia per quello che non hanno mai avuto. A poco a poco, per Teresa, quell'angolo di campagna diventa l'unico posto al mondo. Il posto in cui c'è Bern. Il loro è un amore estivo, eppure totale. Il desiderio li guida e li stravolge, il corpo è il veicolo fragile e forte della loro violenta aspirazione al cielo. Perché Bern ha un'inquietudine che Teresa non conosce, un modo tutto suo di appropriarsi delle cose: deve inghiottirle intere. La campagna pugliese è il teatro di questa storia che attraversa vent'anni e quattro vite. I giorni passati insieme a coltivare quella terra rossa, curare gli ulivi, sgusciare montagne di mandorle, un anno dopo l'altro, fino a quando Teresa rimarrà la sola a farlo. Perché il giro delle stagioni è un potente ciclo esistenziale, e la masseria il centro esatto dell'universo.

Paolo Giordano. Nato a Torino nel 1982. È autore di quattro romanzi: La solitudine dei numeri primi (Mondadori 2008, Premio Strega e Premio Campiello Opera Prima), Il corpo umano (Mondadori 2012), Il nero e l'argento (Einaudi 2014) e Divorare il cielo (Einaudi 2018). Ha scritto per il teatro (Galois e Fine pena: ora) e collabora con il «Corriere della Sera». È un autore italiano tradotto nel mondo.

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