Niente alloggi per le 7 famiglie dei bassi di Santa Chiara, salta la soluzione del Comune: "Non abbiamo alternative"

I proprietari degli appartamenti di via Cerignola non sono disposti a stipulare il contratto senza garanzie. Ieri è stato sgomberato un solo locale, ma presto le forze dell'ordine potrebbero tornare

Neanche i proprietari degli alloggi di via Cerignola sono disposti a stipulare un contratto di locazione con le famiglie dei bassi di Santa Chiara, oggetto di un'ordinanza di sgombero e destinati a un progetto di riqualificazione targato Apulia Felix.

Senza garanzie i titolari dell'affittacamere non intendono procedere alla sottoscrizione. Sembra saltata la soluzione prospettata già mesi fa dal Comune di Foggia per sistemare i sette nuclei familiari.

Ieri è stato sgomberato e murato un solo locale in via Catalano. Le operazioni sono andate avanti dalle 8 di mattina fino alle 17. Un occupante ha minacciato di far esplodere l'appartamento al pianterreno aprendo il gas di una bombola. L'uomo è stato bloccato dagli agenti della polizia locale, della polizia di Stato e dai carabinieri. Tutti i suoi beni sono stati trasferiti presso un deposito.

Le altre sei famiglie hanno opposto resistenza, ma l'esecuzione forzata ha riguardato, per il momento, solo uno degli immobili. Nel pomeriggio di ieri, nonostante le remore iniziali per la localizzazione degli alloggi individuati dal Comune, considerati fuorimano, gli abitanti dei locali di via Catalano, vico Solitario e via Ricciardi, accompagnati dall'avvocato Vincenzo Paglia, si sono recati presso il residence di via Cerignola, intenzionati a provvedere alla sottoscrizione del contratto. Ma i titolari sarebbero stati disposti a stipularlo soltanto direttamente con il Comune di Foggia. E non c'è stato niente da fare.

Stamattina, assieme ai suoi assistiti, il legale ha provato a incontrare il commissario prefettizio e poi si è recato in Prefettura, ma l'attesa è stata vana.

"La situazione è molto delicata. Abbiamo appreso in via informale di un nuovo imminente sgombero - afferma l'avvocato Paglia - Chiediamo al commissario prefettizio di darci una soluzione".

Nelle abitazioni vivono sei minori e una donna disabile che ha visto lentamente sfumare ogni forma di tutela: "È disumano. La sera vai a dormire e magari la mattina ti vengono a murare la porta di casa. E non abbiamo alternative. Ci vuole coraggio a buttare fuori me con la mia disabilità e i bambini piccoli: non siamo animali, siamo esseri umani".

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