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Droga come 'affare di famiglia': una rifornisce, l'altra smercia. Stanati i market dello stupefacente, 9 persone in manette

Blitz antidroga dei carabinieri all'alba di oggi. Coinvolte due famiglie, una di San Severo e l'altra di San Paolo di Civitate, nei confronti dei cui membri sono stati raccolti gravi indizi di colpevolezza in materia di stupefacenti

 

La droga come un ‘affare di famiglia’. E’ il giro di stupefacenti ricostruito e accertato dai carabinieri tra San Severo e San Paolo di Civitate, dove all’alba di oggi sono state arrestate 9 persone (8 in carcere, l’ultima ai domiciliari) nei cui confronti sono stati raccolti gravi indizi di colpevolezza relativamente alla violazione della normativa in materia di sostanze stupefacenti.

L’attività investigativa dei carabinieri, svolta dal febbraio al dicembre 2019, è stata coordinata dalla procura della Repubblica di Foggia e ha permesso di disvelare che i soggetti arrestati, appartenenti a due diversi nuclei familiari di San Severo e di San Paolo di Civitate, avevano creato presso le rispettive abitazioni dei veri e propri ‘market della droga’.

L’indagine ha avuto inizio a seguito del rinvenimento di 100 grammi di cocaina e 200 grammi di hashish sull’autovettura su cui viaggiava uno dei soggetti colpito dalle misure cautelari odierne. Le immediate indagini, con l’impiego di telecamere, localizzatori gps e intercettazioni telefoniche e ambientali poste in essere dai militari hanno consentito di disvelare la redditizia attività di spaccio esercitata presso la propria abitazione da una famiglia di San Paolo di Civitate.

I successivi accertamenti, volti ad individuare il canale di approvvigionamento dello stupefacente, hanno portato a San Severo, presso un altro nucleo familiare, in passato già incappato nell’attività di repressione dei carabinieri (indagine ‘Sugar’ del 1998). Questa famiglia sanseverese, a seguito dell’operazione ‘Ares’ del 2019, che ha disarticolato le maggiori famiglie sanseveresi dedite allo spaccio di stupefacenti, aveva rafforzato la sua posizione e guadagnato spazi nella gestione del traffico di sostanze stupefacenti nella macro-area di San Severo.

I due nuclei familiari, a seguito dell’intensificarsi dell’attività di prevenzione e repressione dei carabinieri, hanno cercato vari escamotage per sfuggire ai controlli, trasferendo dapprima l’attività di spaccio su pubblica via o creando nuove piazze in vicoli stretti al fine di rendere più difficile il controllo delle forze di polizia. In un’occasione, addirittura, sono ricorsi all’occultamento della sostanza stupefacente all’interno di un passeggino dove era trasportato il figlio di uno degli indagati.

Dei soggetti sottoposti ai provvedimenti cautelari, 8 saranno condotti presso la casa circondariale di Foggia, mentre per uno di loro sono stati disposti gli arresti domiciliari. Si tratta di Giuseppe Leonardo Pappadopola, di 35 anni, e di Michele Pappadopola, di 38, entrambi di San Paolo di Civitate. Con loro anche Michela D'Aloia, classe 1978, Donato D'Aloia, classe 1946, e Alessio Carlo D'Aloia, classe 1986, tutti di San Severo, residenti nello stesso domicilio.

Misura cautelare in carcere disposta anche per i sanseveresi Marco Morfeo di 34 anni, Angelo Bocola di 27 e Gianluca Sardella di 24. Ai domiciliari, invece, Marco Vianello, residente a San Paolo di Civitate, classe 1974.  Nel corso delle investigazioni i carabinieri hanno recuperato e sequestrato oltre 900 grammi di hashish e 200 grammi di cocaina.

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