Il racconto choc di Stefania, pestata a sangue per una mascherina: "Ho avuto paura di morire"

In una intervista a 'Mattino Cinque', la donna ha ripercorso gli attimi di terrore vissuti quella mattina: "Ero in un lago di sangue ho avuto tanta paura. Se non fosse stato per la guardia giurata intervenuta, forse non sarei stata qui"

 

"Sono viva per miracolo". Stefania Buonpensiero, con i segni di una violenza gratuita e meschina ancora sul volto e nell'animo, ne è convinta. La donna è stata aggredita alcuni giorni fa, negli uffici della Cgil di Foggia, da un uomo redarguito perchè non indossava la mascherina.

In una intervista a 'Mattino Cinque', la donna ha ripercorso gli attimi di terrore vissuti quella mattina. Ricorda il primo pugno "in pieno naso" che l'ha fatta cadere a terra; poi i colpi che l'hanno raggiunta mentre era a terra e gli sputi ("in questo periodo, un'arma a tutti gli effetti").  "Ero in un lago di sangue - racconta scossa la donna  - ho avuto tanta paura. Se non fosse stato per la guardia giurata intervenuta, forse non sarei stata qui".

L'aggressione le ha provocato un trauma cranico, la rottura del setto nasale e diverse ferite lacero contuse alla regione frontale, oltre che da escoriazioni multiple. Prognosi formulata dai medici del Policlinico Riuniti per  30 giorni. L'aggressore, un 36enne del Mali, è stato arrestato dai carabinieri. E' in carcere. 

"Con quella rabbia avrebbe potuto fare di tutto. E se avesse avuto altro in mano?" si chiede Stefania, che è ora costretta a convivere con un sentimento nuovo: "La paura non si racconta, non si spiega. Dimenticare sarà difficile. Spero solo che la giustizia faccia il giusto decorso. Queste cose non devono accadere a nessuno".

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