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Emergenza abitativa, le mamme protestano sotto la Prefettura: "Lo Stato dov'è?"

Le donne dell'ex distretto militare, di via Catalano e della terza traversa di via San Severo hanno manifestato con gli striscioni davanti all'Ufficio Territoriale del Governo e una delegazione è stata ricevuta dal prefetto

 

"I nostri figli dove festeggeranno il Natale quest'anno, sotto i tetti che crollano?". È la domanda ormai retorica di una delle mamme che stasera hanno manifestato davanti alla Prefettura di Foggia. Sono le donne dell'ex distretto militare, di via Catalano, via Ricciardi e vico Solitario, e della terza traversa di via San Severo che si sono coalizzate dopo aver visto sfumare il sogno di una casa subito, entro il 2020, quando è saltato l'accordo per i 32 alloggi che Edil Ambiente e Aedilia Costruzioni avevano offerto nel 2019 al Comune di Foggia. Sono famiglie sfrattate, alcune accampate con le tende come nel caso della palazzina pericolante nel cuore di Borgo Croci, altre condannate da anni in una vecchia caserma che gronda acqua da tutte le parti.

"Abbiamo i bambini che sono traumatizzati, non dormono più, mettetevi una mano sulla coscienza". Sono le voci dell'emergenza abitativa."Dov'è lo Stato? Ci ha abbandonati", lamentano. "Grazie ai finti accordi svaniti 32 alloggi", si legge su uno striscione, "Diritti ai nostri figli, dignità per noi. Governo dove sei?" sull'altro. Una delegazione capeggiata da Giulia Frascolla, leader della protesta delle famiglie che aspettano una casa, tra le prime a lasciare i container di via San Severo senza dimenticare chi è rimasto indietro, è stata ricevuta dal prefetto Raffaele Grassi che si è dimostrato particolarmente comprensivo. Si è impegnato - riferiscono le donne che hanno partecipato all'incontro - a chiamare il sindaco di Foggia Franco Landella lunedì per chedere di accelerare il più possibile le procedure per l'acquisizione degli alloggi offerti dagli imprenditori. 

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