Omicidio Piserchia: scarcerato Riccio. L'avv. Sodrio: "Mi batterò per il riconoscimento della legittima difesa"

Per Donato Alberto Riccio, il 30enne che ha ucciso Pompeo Piserchia il 26 agosto 2016 dopo una violentissima lite, scattano gli arresti domiciliari fuori regione con l'applicazione del braccialetto elettronico

Il luogo dell'omicidio e Donato Alberto Riccio

Donato Alberto Riccio lascia il carcere a due anni e tre mesi dai fatti del 26 agosto 2016, quando nei pressi di una palazzina di via San Giovanni Bosco, in seguito ad una violenta colluttazione, uccise Pompeo Piserchia, suo vicino di casa, con numerose coltellate all'addome, al petto e al viso.

Arrestato la sera stessa dai carabinieri con l'accusa di omicidio volontario aggravato da futili motivi (la lite sarebbe avvenuta per questioni legate ad un parcheggio all'interno del cortile condominiale), nel maggio scorso il 30enne era stato condannato dal GUP del Tribunale di Foggia a 14 anni e sei mesi di reclusione a fronte di una richiesta di 20 anni da parte del PM, dott. Gallone.

A tre mesi dall'accoglimento dell'istanza da parte del giudice presentata dall'avvocato di Riccio, Michele Sodrio, che aveva disposto la misura degli arresti domiciliari fuori regione con l'applicazione del braccialetto elettronico (carenti fino all'altroieri), venerdì 26 ottobre Donato Alberto Riccio è stato scarcerato. 

Queste le parole dell'avv. Sodrio: "Sono soddisfatto che Alberto Riccio abbia lasciato il carcere dopo 2 anni e 3 mesi, ma la vera battaglia si giocherà in appello, dove insisterò per il riconoscimento della legittima difesa e quindi per l'assoluzione. Riccio, infatti, non ha mai negato di avere accoltellato Pompeo Piserchia, ma fu costretto a difendersi al culmine di una violentissima lite, nella quale purtroppo fu proprio la vittima ad estrarre il coltello, poi utilizzato per infliggere le ferite mortali".

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