Forniture senza garanzie economiche: due arresti per estorsione ai titolari del marchio 'Proshop'

Eseguite due ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di Leonarda Francavilla, di 35 anni, e Antonio Salvatore, di 26, accusati di estorsione aggravata in concorso

I due arrestati

Volevano costituire una società commerciale estorcendo le forniture necessarie per l’inaugurazione del loro primo e unico punto vendita in città. Nessuna garanzia economica a sostegno dell’investimento, eccetto quella di un “cognome pesante” - Francavilla - che, come stigmatizzato dagli inquirenti, costituisce esso stesso una “minaccia strisciante”.

E’ quanto scoperto dai carabinieri di Foggia, che hanno eseguito due ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di Leonarda Francavilla, di 35 anni, e Antonio Salvatore, di 26, entrambi accusati di estorsione aggravata in concorso, ai danni di titolari e gestori del marchio e di un punto vendita della catena “Proshop”, attiva nello stesso settore merceologico (vendita al dettaglio di prodotti per l’igiene e la pulizia della casa) nel quale gli stessi volevano inserirsi.

I due sono variamente riconducibili al clan Sinesi-Francavilla: Leonarda è infatti la sorella di Antonello (genero di Roberto Sinesi) ed Emiliano Francavilla, nonchè moglie di Mario Lanza, tutti ritenuti elementi apicali dell’omonima batteria della “Società”. Antonio Salvatore, invece, è il convivente della figlia di Leonarda Francavilla e Mario Lanza.

Le indagini dei carabinieri sono partite da due gravi atti intimidatori che hanno riguardato il marchio “Proshop”, di proprietà della famiglia Grieco. Il primo risale al pomeriggio del 12 novembre 2015, quando l’auto del titolare del marchio venne colpita da numerosi colpi di arma da fuoco che ne danneggiarono carrozzeria e parabrezza; il secondo, avvenne pochi giorni dopo, il 17 novembre, quando una bomba carta danneggiò il punto vendita in via Zodiaco, a Foggia.

L’indagine scaturita da questi due episodi ha portato alla luce le pressioni criminali fatte alla Proshop, i cui gestori erano stati costretti a effettuare, in condizioni commercialmente inaccettabili, una fornitura di merce del valore di circa 30.0000 euro a favore di una società - riconducibile agli indagati - necessaria a riempire gli scaffali di un suo punto vendita, in previsione dell’inaugurazione.

BOMBA AL PROSHOP DI VIA ZODIACO: IL VIDEO

Tale fornitura è stata concessa in condizioni di assoluto favore: nessuna copertura economica dei titoli consegnati in pagamento, senza rilascio di garanzie del credito ed in assenza di un contratto in forma scritta. Tutte condizioni, queste, estorte dagli indagati con reiterate minacce, seppur implicite, ma aggravate dall'essersi avvalsi della forza intimidatoria derivante dalla più che nota parentela con esponenti di spicco della criminalità organizzata di Foggia.

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Commenti (3)

  • Come fare business senza rimetterci un euro

  • Così si massacra il commercio " sano ", di chi deve solo accontentarsi di risicati margini di ricarico !

  • Vediamo quanto durano in carcere

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