La fumata a Palazzo di Città questa volta sembra essere non nera, ma nerissima. Nessun accordo sul fitto di ramo d’azienda Amica-Amiu.
L’incontro convocato questo pomeriggio tra amministrazione comunale, le due aziende di igiene urbana e i sindacati di Amica, è durato poco più di un’ora e si è concluso con un nulla di fatto.
La Cgil ci va giù dura: “La proposta di Amiu è senza prospettiva”.
LA PROPOSTA. Riassunzione di tutte le 355 unità lavorative ma con una drastica rivisitazione delle posizioni organizzative: soppresse tutte le figure dirigenziali e di vertice, annullate promozioni e scatti d’anzianità, il nuovo inquadramento dovrà essere, per tutti, tra il I e il II livello, con una busta paga, media, molto più leggera (900 euro) e almeno 165 unità da riportare per strada (oggi, tra Amica e Dauniambiente, non superano la trentina).
Il personale costa tanto, troppo: 17milioni di euro all’anno quasi su un corrispettivo di 23 milioni, proventi della Tarsu, per un’incidenza, sulla spesa complessiva, che supera l’80%. Il presidente dell’Amiu, Gianfranco Grandaliano, intende portarlo a non oltre il 63% per risparmiare almeno 400mila di euro.
Così è scritto nel mini piano occupazionale presentato oggi ad Amica e sindacati, mentre fuori, in piazza Ceci, una cinquantina di lavoratori attendevano in religioso silenzio, sorvegliati da Digos, Carabinieri e Polizia Municipale.
Queste le condizioni. O l’Amiu non è disponibile ad alcune accordo con Amica per il fitto di ramo d’azienda (il che significa dal primo ottobre emergenza ambientale ed occupazionale a Foggia, con 355 lavoratori a casa).
Ma l’Amiu è irremovibile: “Non intendiamo mettere un euro in più sul canone mensile che il Comune di Foggia ha intenzione di erogarci, pari a 1,7milioni di euro. Con questo piano ci accolliamo la gestione del servizio e garantiamo il mantenimento di tutti i livelli occupazionali ma il costo del personale deve calare o ce ne andiamo” l’ultimatum di Grandaliano. Insomma, un taglio netto, drastico, a tutto ciò che è stato il passato di Amica, lo stesso che, evidentemente, l’ha condotta al fallimento.
Ma i sindacati non ci stanno. Di fronte al piano di Amiu saltano letteralmente sulle sedie, abbandonano il tavolo ed informano i lavoratori: “Nessuna intesa è possibile a queste condizioni. E’ una proposta senza prospettiva. Siamo coscienti che tutti dovremo fare sacrifici ma non così”. Ora ci sono 48 ore di tempo, concesse ai sindacati per formulare la loro controproposta.
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“La invieremo al sindaco entro sabato mattina, poi ognuno si assumerà le proprie responsabilità”.










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Mario L'anfiteatro è meglio buttarlo giu' assieme alla piscina che lo precede. Meglio fare un parco e l'anfiteatro costruirlo nuovo dove c'è più spazio, l'amgas la devono vendere completamente, l'unica cosa che devono lasciare al comune è l'infrastruttura cioè le condotte, ecc, l'ataf la devono vendere e affidare tutto ai privati, parcheggi compresi, ovviamente al comune dovranno pagare la tassa per occupazione di suolo pubblico. L'amica e la daunia ambiente devono fallire. Il comune deve indire un bando di gare per l'assegnazione della pulizia delle strade e per la raccolta della munezza. I centri raccolta, le discariche, ecc devono essere comunali, l'unica cosa che si deve privatizzare è la raccolta della munezza. Gli scatti d'anzianità sono una porcheria unica italiana, specialmente adesso con il metodo contributivo.