“Strano come Mainiero non abbia ancora attribuito a Landella le sette piaghe d’Egitto”

In merito alla vicenda di GrandApulia e alle dichiarazioni di Giuseppe Mainiero, da Palazzo di Città arrivano le precisazioni dell’assessore all’Urbanistica Francesco D’Emilio

Francesco D'Emilio

Sarebbe dovuto essere il giorno di Sarni e infatti così è stato, ma non per l’apertura del centro commerciale GrandApulia, bensì per la protesta dei lavoratori che proprio oggi avrebbero dovuto cominciare un nuovo percorso professionale all’interno del mega centro commerciale posto sotto sequestro lo scorso 25 novembre.

Intanto da Palazzo di Città Francesco D’Emilio risponde alle dichiarazioni rilasciate a mezzo stampa da Giuseppe Mainiero chenel tentativo di strumentalizzare qualunque questione contro l’Amministrazione comunale, non ha avuto alcuna remora ad utilizzare per questo scopo anche la vicenda giudiziaria che riguarda il centro commerciale GrandApulia. Mi meraviglio di come non abbia ancora attribuito al sindaco Landella anche la responsabilità delle sette piaghe d’Egitto”.

Per l’assessore comunale all’Urbanistica si tratta “di una polemica pretestuosa, in cui si finge volutamente di ignorare la differenza di compiti e responsabilità tra la rappresentanza politica e la tecnostruttura in un’Amministrazione comunale, sancita e disciplinata dall’articolo 107 del Testo Unico per gli Enti Locali. Al primo organo compete l’indirizzo politico, al secondo la potestà gestionale, compreso il potere di eventuale revoca degli atti, specie se di natura prettamente tecnica”.

Nel merito delle osservazioni formulate dal consigliere e capogruppo di Fratelli d’Italia, D’Emilio precisa “che alla relazione prodotta dal Servizio Avvocatura ha fatto seguito un pronunciamento degli uffici tecnici, nella persona dell’allora dirigente del Servizio Unico per le Attività Produttive, che hanno formalmente chiarito, rispondendo alla richiesta avanzata dal Corpo Forestale dello Stato, la regolarità dell’iter dei procedimenti e degli atti prodotti dall’Amministrazione comunale che ci ha preceduto”.

Quindi, aggiunge, “di fronte a questo pronunciamento, la rappresentanza politica attualmente in carica non ha alcun ruolo o potere di intervento, così come la norma prescrive in modo preciso, senza per questo voler scaricare su altri alcun tipo di responsabilità”.

L’assessore all’Urbanistica evidenzia e sottolinea: “Per l’ennesima volta, quindi, l’ossessione della polemica personale nei confronti del sindaco ha fatto perdere di vista al consigliere la realtà delle cose, a cominciare dal fatto che l’Amministrazione comunale, come ebbi modo di dire dando riscontro lo scorso 21 luglio 2015 alla sua interrogazione in aula, ha sempre messo a disposizione della società L.I.COS. Srl tutta la documentazione istruita e prodotta dall’Amministrazione comunale che ci ha preceduto, a dimostrazione della volontà di assicurare, ora come allora, la massima trasparenza a tutti i livelli”.

Conclude Francesco D’Emilio: “In una vicenda così delicata e così complessa sarebbe stato più opportuno e più responsabile evitare strumentalizzazioni politiche, così da dimostrare concretamente, e non solo a parole, rispetto sia per il lavoro che la Magistratura sta svolgendo sia per l’apprensione con cui tutti i soggetti coinvolti attendono le risultanze giudiziarie”.

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