Da ospedale a 'Cittadella della salute': i 'quattro passi' che cambieranno il volto agli Ospedali Riuniti

Urbanistica, immobili, dotazione organica, scuole di specializzazione e fabbisogno: tra questi l'abbattimento e ricostruzione del "monoblocco" che ospita il Pronto Soccorso, due grandi parcheggi e una elisuperficie

Gli Ospedali Riuniti di Foggia

"Quattro passi con Emiliano" ovvero le quattro direttrici sulle quali deve muovere lo sviluppo del policlinico foggiano, collocato in una zona di "cerniera" e, pertanto, potenzialmente attrattivo per le tre regioni di confine, Basilicata, Campania, Molise. Potenziarlo, metterlo in sicurezza e abbattere la mobilità passiva (i viaggi fuori regione) aumentando, di contro, quella attiva, sono gli obiettivi del nuovo direttore generale, Vitangelo Dattoli, giunto con piglio deciso da quel di Bari, "il numero uno strappato alla città capoluogo - ha rimarcato oggi Emiliano in conferenza stampa - perché questa terra ora ne ha più bisogno".

E Dattoli, pare, non stai deludendo le aspettative. Oggi era alla sua prima uscita pubblica. Ed ha inteso mettere nero su bianco le quattro priorità degli Ospedali Riuniti: urbanisticaimmobili, dotazione organicascuole di specializzazione e fabbisogno. Le quattro direttrici sono state illustrate oggi (slide alla mano), nella sala Turtur del nosocomio, assieme a Comune di Foggia e Università, davanti ad un parterre composto prevalentemente di medici, del pubblico e del privato.

Il nuovo volto degli Ospedali Riuniti di Foggia

URBANISTICA. Grazie ad intese con il Comune sul piano Urbanistico e ad investimenti utilizzabili in tempi brevi, gli Ospedali Riuniti hanno la possibilità di vedere attuate pertinenze proprie dell'ospedale come: due grandi parcheggi per visitatori e dipendenti, l'isolamento del tratto di via Luigi Pinto (intercluso tra i due plessi ospedalieri), la realizzazione della progettata elisuperficie.  Una vera e propria ‘Cittadella della Salute’ su 25 ettari, con tanto di ingresso monumentale. La città nella città, insomma, funzionale allo snellimento del traffico e alla creazione di una realtà unica ed interconnessa. Il tutto "entro un anno" promette Dattoli. Risorse per dieci milioni già pronte.

IMMOBILI. Nuovo ospedale con abbattimento e ricostruzione del "monoblocco" che ospita il Pronto Soccorso, risalente agli anni '50 e in molte strutture a rischio crollo (come confermato dal sopralluogo del 23 novembre dal commissario straordinario dell'Arem, Raffaele Sannicandro, che ad Emiliano ha trasmesso una nota in cui si evidenziano le assolute criticità che interessano la struttura e "l'urgenza di sgomberarla, avviando interventi di ricostruzione secondo criteri strutturali moderni e adeguati alla attuale normativa antisismica"). Ruscitti, direttore regionale di dipartimento, avrebbe dato segnali positivi. (Da demolire i fabbricati A1, A2, G,E,F). 

DOTAZIONE ORGANICA. Attualmente in servizio vi sono 3090 unità ospedaliere. Ne mancano 787. Troppe. Così distribuite: 130 medici, 391 infermieri, 208 personale tecnico-sanitario, 38 figure necessarie per gli apparati amministrativi. Delle presenti, l'età media viaggia intorno ai 55 anni. "Se qualcuno nel 2001 non avesse bloccato tutte le assunzioni, non avremmo oggi 15mila addetti in meno in sanità rispetto alla Emilia Romagna - ha dichiarato il presidente della Regione -. Stiamo sbloccando questa tragedia con una legge regionale, un patto fatto col MEF: tutti i soldi che risparmieremo sulla spesa sanitaria e farmaceutica superflua (+ 300 milioni all'anno rispetto alle altre regioni), li potremo impegnare nell'assunzione del personale. Mi sembra un patto corretto". 300 posti verranno messi a concorso tra gennaio e febbraio. 

UNIVERSITÀ. Qui c'è la richiesta di un impegno robusto alla Regione. 20 milioni di euro in 15 anni per sostenere le scuole di specializzazione universitarie. 1.3 milioni di euro all'anno. Il rischio è che se ne perdano sei per strada: oculistica, chirurgia plastica, endocrinologia, anatomia patologica, ortopedia, neurologia.  Sei che non sono state praticamente accreditate per questo anno accademico per assenza, principalmente, di organico/docenti (ci vogliono almeno due professori di ruolo). Eppure sono realtà importanti, che producono mobilità attiva. 

Sei, poi, i nuovi hub: il centro trapianti (attivazione al 2.1.2018), il centro immuno trasfusionale, la procreazione medico assistita (da I livello rilancio a III livello, sarà unico centro pubblico un Puglia), la stroke unit, nuova sede e potenziamento del CAV, Sten stemi.  Inoltre, il trasferimento e il potenziamento, presso il terzo plesso aziendale ‘Colonnello D'Avanzo’, delle attività ambulatoriali e dei servizi più orientati all'utenza extra demenziale, consentirà di perfezione l'integrazione ospedale - territorio, d'intesa anche con la Asl provinciale.

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