Trans aggredita al Quartiere Ferrovia, parte il processo (e si scinde in tre): primo imputato condannato a 3 anni di reclusione

Ieri mattina, davanti al giudice è comparso il primo dei quattro imputati, maggiorenne, condannato alla pena di 3 anni di reclusione per lesioni aggravate e tentata rapina. Il processo si è svolto a porte chiuse, assente la vittima

Immagine di repertorio

E’ iniziato ieri il processo ai presunti responsabili della brutale aggressione avvenuta la notte del 19 aprile scorso, al quartiere ferrovia, ai danni di una trans foggiana di 30 anni, ad opera di una gang di quattro giovanissimi (due dei quali minorenni) ai quali la donna aveva negato una prestazione sessuale.

Il procedimento si è scisso in tre: ieri mattina, davanti al giudice è comparso il primo dei quattro imputati, maggiorenne, che ha chiesto e ottenuto il giudizio con rito abbreviato. Il giovane è stato condannato alla pena di 3 anni di reclusione per lesioni aggravate e tentata rapina. Il processo si è svolto a porte chiuse; la vittima dell’aggressione ha preferito non partecipare all’udienza, ma si è costituita parte civile per mezzo del suo avvocato, il legale Potito Marucci.

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In mattinata, invece, è prevista l’udienza per i due minorenni, mentre è ancora da fissare quella per il quarto e ultimo imputato. I giovani, lo ricordiamo, furono arrestati dalla polizia, un mese dopo il fatto. Nella ricostruzione degli agenti si parla di “reazione spropositata” e di “rapida escalation di violenza” da parte dei quattro. Una aggressione feroce , durata in tutto 20 minuti, e in gran parte ripresa dalle telecamere per la videosorveglianza situate nel quartiere, le cui immagini hanno permesso agli inquirenti  di identificare i quattro.

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